
Zoo Life Simulator arriva con la promessa di un’esperienza cooperativa fino a quattro giocatori, dove costruire, curare gli animali e accogliere visitatori in cerca di selfie con la tigre. Sulla carta, un’idea semplice ma efficace. Nella pratica… beh, diciamo che il leone non è l’unico a rimanere intrappolato nella gabbia.
La demo: un safari tra bug e buone intenzioni
Dopo pochi minuti, il gioco mostra subito il suo lato più selvatico. La base è chiara: costruisci, esplora, organizza il tuo zoo. Peccato che l’esperienza si trasformi presto in un safari tra glitch, texture impazzite e veicoli con la stabilità emotiva di una giraffa sul ghiaccio.
Nel mio caso, dopo due minuti di libertà, il quad ha deciso di fondersi con una recinzione e non c’è stato modo di recuperarlo. Forse un messaggio ecologico, o forse un test sulla mia pazienza.
Nonostante tutto, qualcosa funziona. Il design dei personaggi e delle ambientazioni è curato, e si percepisce la voglia di creare un titolo accessibile e leggero. L’idea del multiplayer cooperativo promette bene: con un gruppo di amici potrebbe diventare quel tipo di gioco in cui il caos è parte integrante del divertimento.
Il rischio è che il titolo cerchi di essere un gestionale serio, quando in realtà darebbe il meglio di sé come simulatore sgangherato e irresistibilmente buffo.

Al momento, Zoo Life Simulator Demo è come un recinto appena inaugurato: c’è il cartello, ci sono le gabbie, ma gli animali e le meccaniche devono ancora essere perfezionate.
Servono rifiniture, ottimizzazione e qualche idea più precisa sul tono generale del gioco. Ma se gli sviluppatori sapranno abbracciare l’assurdo e spingere sul lato comico e cooperativo, questo progetto potrebbe facilmente trasformarsi in una piccola gemma del genere “simulatori disfunzionali”.
