Un altro horror in stile PSX con una spruzzata di simulatore di lavoro? Esatto. Ormai questa estetica si diffonde su Steam come un virus partito da Itch.io. Ma ehi, stavolta non facciamo le solite guardie notturne armate di torcia: qui bisogna far quadrare i conti di uno studio fotografico.

Tra inchiostro per stampanti e presenze inquietanti

Sviluppato in solitaria da Enes A. Tural (sotto etichetta Revira Interactive) e in arrivo il prossimo 21 luglio a circa 6,99€, Photomaly ci lancia in una premessa classica ma funzionale. Abbiamo ereditato lo studio fotografico del nostro defunto padre e ora ci tocca mandarlo avanti. Questo significa sviluppare rullini, servire i clienti locali e, ovviamente, non farsi venire un infarto sul posto di lavoro.

Ho messo le mani sulla demo per capire di che pasta è fatto, e devo ammettere che la parte puramente “job sim” ha il suo sporco fascino. C’è una gestione basilare del negozio che ti tiene incollato: devi letteralmente comprare la carta, le buste per confezionare gli scatti e pregare che non finisca l’inchiostro nelle cartucce della stampante. Usando i sudati guadagni puoi persino sbloccare qualche miglioria per il negozio. Un capitalismo spicciolo e grezzo che, stranamente, intrattiene.

Poi c’è l’elefante nella stanza: il comparto tecnico. Graficamente il gioco fa uso e abuso del solito effetto retro PlayStation 1 che siamo abituati a sorbirci in queste produzioni indie. Intendiamoci, sappiamo tutti che questo filtro spesso fa da coperta di Linus per mascherare magagne e imperfezioni visive, e in Photomaly si nota parecchio.

I clienti che entrano nel negozio hanno camminate al limite dell’assurdo e volti che gridano “ITCH!”. Per fortuna, il titolo non si prende per niente sul serio e questa goffaggine finisce per fargli gioco.

Sul versante horror puro, non aspettatevi colpi di genio. La demo mette in fila tutti i cliché del caso, come se stesse leggendo la lista della spesa:

  • Gli immancabili e rumorosissimi scarejump audiovisivi.
  • Luci che sfarfallano a caso.
  • Il solito generatore che decide di saltare proprio quando non deve.
  • Spruzzate di misteri su alieni.
  • Gente palesemente morta che fa capolino nelle vostre foto sviluppate.

Insomma, non inventa assolutamente nulla di nuovo, ma ammetto che una certa curiosità per capire dove diavolo voglia andare a parare la trama me l’ha messa.

Lo mettiamo in Wishlist?

Monitoriamo

Perché Monitoriamo: Non porta rivoluzioni nel genere e il filtro PSX per nascondere i difetti ha francamente un po’ stufato. Tuttavia, il loop di gameplay tra lo stampare foto, comprare cartucce e prendere spaventi a basso costo ha un suo fascino strano. Mettetelo nel radar per quando siete a corto di horror bizzarri da consumare in una serata.