
Guidato dalla nostalgia canaglia e dall’irrefrenabile bisogno di provare qualsiasi demo dello Steam Next Fest, mi sono tuffato nella demo di Retro Arcade Shop Simulator. L’ennesimo gestionale in arrivo su Steam? Assolutamente sì, ma stavolta profuma di moquette impolverata anni ’80, joystick appiccicosi e neon accecanti.
Gameplay & Feeling: Tra bowling, caffetteria e logiche ballerine
Più che farvi gestire la classica, minuscola e fumosa sala giochi di quartiere, il titolo vi mette tra le mani un vero e proprio “Family Entertainment Center”. Oltre ad ammassare cabinati arcade e tavoli da air hockey nei tre stanzoni sbloccabili della demo, vi ritroverete presto a gestire un angolo caffetteria e una pista da bowling. I puristi della sala giochi cruda e pura potrebbero storcere il naso davanti a questa deriva, ma fidatevi: aggiunge la giusta varietà a un gameplay che, altrimenti, rischierebbe di risultare un pelo ripetitivo.
Il cuore dell’esperienza, però, è il sudore. I vostri amati cabinati non sono immortali: si usurano col tempo e vi toccherà ripararli sporcandovi le mani con dei minigiochi dedicati. Più le macchine invecchiano, più si scassano, fino al momento in cui l’unica soluzione logica è venderle a peso e rimpiazzarle con nuovi cabinati.
La gestione extra-arcade è basilare: al bar vendete snack, pizza e bevande mentre al bowling, di fatto, l’unica vera interazione è assegnare le piste ai clienti. Niente di trascendentale, ma funziona per spezzare il ritmo. Un’altra chicca antinoia? Anche quando assumerete un cassiere per automatizzare il grosso del lavoro, dovrete comunque fare la ronda tra i cabinati per raccogliere fisicamente i gettoni e ricaricare i distributori. Un dettaglio manuale e “sporco” che restituisce davvero il feeling di possedere il locale.
Arriviamo però all’elefante (al neon) nella stanza, che svela l’anima acerba della demo: la gestione della cosiddetta “economia dei gettoni”. Nella build attuale c’è un gap logico meraviglioso. I clienti entrano, si presume scambino soldi veri per gettoni, vanno a giocare ai cabinati e poi, una volta finito… vengono in cassa a pagarvi la sessione. In pratica, una doppia fatturazione che farebbe invidia a qualsiasi multinazionale. Una stranezza sicuramente in via di sistemazione per quando il gioco uscirà in versione completa (prevista tra il 2026 e il 2027), ma che per ora ci ha strappato una bella risata.
Peccato anche non poter provare i giochi dei cabinati in prima persona, feature riservata al lancio ufficiale.

Lo mettiamo in Wishlist?
Il loop di base funziona, intrattiene il giusto e la nostalgia colpisce esattamente dove deve. C’è qualche bizzarria logica da sistemare e le meccaniche gestionali di contorno sono striminzite, ma le premesse per tirarci fuori decine di ore di sano management ci sono tutte.
