Hai finito Ori con le lacrime agli occhi e completato Hollow Knight con la mano tremante dopo l’ennesimo boss? Benvenuto nel club dei cuori infranti dai platform indie poetici, impegnativi e, diciamolo, visivamente mozzafiato. Ma niente paura: il panorama indie è pieno di piccole gemme che possono riempire quel vuoto esistenziale lasciato dalle avventure a Nibel e Hallownest. Che tu cerchi un gameplay preciso e sfidante, un mondo cupo da esplorare o semplicemente un altro gioco da ammirare pixel dopo pixel, qui troverai pane per i tuoi denti (o lacrime per i tuoi fazzoletti, dipende).
Hollow Knight, ma con gli spiriti: Blue Fire

Se il combat acrobatico di Hollow Knight è la tua droga, Blue Fire potrebbe essere la tua prossima dipendenza. Questo platform 3D sviluppato da ROBI Studios mescola combattimenti rapidi a un level design intricato, fatto di piattaforme sospese e segmenti da parkour che metteranno a dura prova il tuo tempismo. Non lasciarti ingannare dai toni dark e dal protagonista dagli occhi vuoti: dietro l’aria da soulslike si nasconde un cuore platform, con sfide che ricordano le migliori sezioni platform di Ori, ma in un ambiente più spigoloso e astratto. Ci sono frangenti che diventano veri e propri test di abilità, tanto da farti ripetere lo stesso salto per ore, maledicendo ogni pixel fuori posto. Insomma, se cerchi un mondo inquietante, un combat soddisfacente e quel pizzico di masochismo che solo i platform più tosti sanno darti, questo è il biglietto giusto.
Un viaggio poetico nell’aldilà: Gris

Forse cerchi qualcosa di meno brutale, ma che sappia comunque lasciarti senza fiato. Gris, di Nomada Studio, è un’esperienza più che un gioco: un platform che usa la meccanica del salto e delle trasformazioni come metafora di un viaggio interiore. I controlli sono semplici, quasi essenziali, ma il modo in cui il mondo si colora e prende vita ad ogni nuova conquista ti darà quel brivido alla Ori, con una colonna sonora delicatissima che fa da sottofondo a un racconto sul dolore e la rinascita. Non aspettarti combattimenti o boss fight stressanti: Gris è un abbraccio malinconico, perfetto se dopo Hollow Knight hai bisogno di ricordarti che a volte va bene anche solo… respirare.
Viaggio tra acquerelli letali: Afterimage

Afterimage è un metroidvania recente che ti cattura fin dal primo sguardo con la sua grafica da acquerello vivente. Ogni ambiente trasuda cura artistica e sembra fatto apposta per farti fermare un attimo solo a guardare. Ma non è solo questione di bellezza: dietro i panorami sognanti si nasconde un mondo ostile, pieno di nemici rapidi e boss mastodontici che ti costringeranno a studiare pattern e trovare il momento giusto per colpire. L’esplorazione è ampia e premia chi non ha paura di infilarsi nei vicoli più remoti, scoprendo poteri e segreti che cambiano radicalmente il modo di affrontare l’avventura. Se vuoi un metroidvania che sappia mischiare la delicatezza visiva alla spietatezza dei combattimenti, Afterimage è la scelta giusta.
Piccola isola, grande cuore: Islets

Non farti ingannare dallo stile fiabesco e dai colori pastello: Islets è un platform che sa come metterti alla prova. Parti su una piccola isola e man mano che avanzi colleghi nuovi pezzi di mondo, espandendo la mappa in modi sempre sorprendenti. Ha quel sapore dolceamaro tipico di Ori, con momenti di pura meraviglia che lasciano il posto a combattimenti impegnativi contro boss che non hanno nulla da invidiare ai titani di Hollow Knight. In più, i personaggi che incontri lungo il percorso sono scritti con una leggerezza e un’ironia che rendono l’avventura ancora più speciale. Un piccolo grande viaggio, perfetto per chi cerca una storia che sappia far sorridere e stringere un po’ il cuore allo stesso tempo.
Un racconto illustrato che prende vita: Greak: Memories of Azur

Greak sembra uscito dalle pagine di un libro illustrato, ma basta iniziare a muovere i primi passi per accorgerti che sotto quei disegni incantevoli si nasconde un gameplay solido. Guiderai tre fratelli, ognuno con abilità uniche, alternandoli per superare ostacoli, risolvere enigmi ambientali e affrontare creature oscure che infestano il regno di Azur. Ha la stessa cura maniacale per i dettagli visivi che trovi in Ori, unita a un’avventura che parla di legami familiari e coraggio. Non è solo bello da vedere: è un platform che sa sorprendere e commuovere, ideale per chi cerca una favola un po’ più cupa.
Misteri oscuri e mondi contorti: The Last Case of Benedict Fox

Se vuoi tuffarti in un metroidvania con un’atmosfera decisamente più gotica e narrativa, The Last Case of Benedict Fox fa al caso tuo. Esplorerai luoghi deformati dalla memoria e dalla psiche, popolati da mostri inquietanti e segreti da decifrare. È un gioco che mescola combattimenti, platform e puzzle in modo raffinato, facendoti sentire spesso piccolo e vulnerabile davanti a un mondo che non si lascia capire facilmente. Proprio come Hollow Knight, ti spinge a continuare, un corridoio contorto dopo l’altro, alla ricerca di risposte che non sempre portano conforto. Un incubo elegante che merita di essere vissuto.
Questi platform indie sono il tuo prossimo abisso (o sogno a occhi aperti)
Questi platform indie servono proprio a questo: a ricordarti perché ami perderti in un videogioco. Ognuno di loro ha qualcosa di unico da offrire: mondi pieni di meraviglia e mistero, combattimenti che mettono alla prova i tuoi riflessi e storie che sanno emozionare come poche altre. Sono esperienze che ti faranno sentire piccolo e fragile, ma anche incredibilmente vivo, proprio come è successo con Ori e Hollow Knight. E allora prendi fiato, stringi il controller e lasciati trascinare: perché là fuori ci sono ancora tantissimi luoghi incantati che aspettano solo te per rivelarsi, un salto dopo l’altro.
