Halloween è la nostra scusa ufficiale per passare serate intere davanti al monitor, luci spente e cuffie a volume indecente. Ma tra jumpscare, fantasmi e pagliacci tristi, scegliere cosa giocare non è mai semplice.
Quest’anno abbiamo deciso di far parlare direttamente i nostri recensori: ognuno ha scelto due giochi horror, uno single player e uno multiplayer, perfetti per affrontare la notte più inquietante dell’anno.
Preparate la cioccolata calda, o il defibrillatore, e scoprite i consigli di JomJom, AdyKore e Marisa de Risa.
🎃 JomJom consiglia
SCP: Secret Files

Ok, è uscito da un po’, ma SCP: Secret Files resta un’esperienza horror da non perdere. Un titolo che sa essere tanto inquietante quanto geniale, perfetto per chi vuole Halloween più mentale che mostri e sangue.
Vestiamo i panni di Karl, un nuovo ricercatore della Fondazione SCP, un’organizzazione segreta che mette in sicurezza, contiene e sorveglia tutto ciò che non dovrebbe esistere. Il suo compito è riordinare i file top secret. Semplice, vero? Peccato che più li leggi, più la realtà si deforma e la tua mente con lei.
Ogni episodio è una storia diversa. C’è la centrale idroelettrica maledetta, la fiaba apparentemente innocente, il mondo rétro dai toni disturbanti. Ognuno con gameplay e stile visivo propri, sempre con quella sottile sensazione che qualcosa non torni.
È un horror psicologico raffinato, a tratti sperimentale, capace di spiazzare e inquietare senza bisogno di mille jump scare. Anche se vecchiotto, SCP: Secret Files resta uno dei migliori esempi di narrativa interattiva del genere: affascinante, disturbante e unico.
Un consiglio: giocatelo al buio, con le cuffie. E magari evitate di fissare troppo a lungo quei file sullo schermo… potrebbero fissare anche voi.
The Other Side

Il mondo dei Phasmo-like è pieno di copie carbone, ma The Other Side riesce comunque a dire la sua. È un horror cooperativo per uno fino a sei giocatori che punta tutto sull’atmosfera: luci che tremano al momento sbagliato, corridoi troppo silenziosi e quella sensazione costante che qualcosa ti stia osservando.
Puoi affrontarlo da solo o con gli amici, esplorando case infestate, raccogliendo indizi e cercando di non farti prendere dal panico quando inizia a muoversi “qualcosa” dietro di te. Non è solo un altro Phasmophobia con un nome diverso: qui puoi personalizzare l’equipaggiamento, potenziare il furgone, arredare il quartier generale e creare la tua identità da cacciatore di fantasmi.
La collaborazione è fondamentale, e la chat vocale integrata fa la sua parte: quando qualcuno inizia a urlare “è qui dentro”, difficilmente riuscirete a mantenere la calma.
Gli sviluppatori sono molto presenti e aggiornano il gioco spesso, segno che ci credono davvero.
Se state cercando un horror da condividere con amici, The Other Side è perfetto: cooperativo, coinvolgente e con la giusta dose di paura per farvi ridere e urlare allo stesso tempo.
👻 AdyKore consiglia
Voices of the Void

Voices of the Void non è certo l’horror più tradizionale, ma per me è uno di quelli che più si avvicinano all’essenza pura del terrore. Nei panni del Dr. Kel, un operatore solitario assegnato a un osservatorio tra le montagne svizzere, il tuo compito è gestire una rete di satelliti, raccogliere e decodificare segnali provenienti dallo spazio profondo. All’inizio sembra tutto tranquillo, una routine silenziosa, il fruscio dei macchinari, il vento che soffia fuori dalla base. Ma giorno dopo giorno qualcosa cambia. I segnali diventano strani, i rumori più inquietanti, e quella calma iniziale si trasforma lentamente in una tensione costante.
Non ci sono jump scare né mostri che ti inseguono. La paura nasce dal silenzio, dall’attesa, dal sospetto che qualcosa di terribile possa accadere da un momento all’altro. È un tipo di horror psicologico, sottile, che non ti urla addosso ma ti si insinua dentro. Ed è proprio questo, per me, il vero orrore: non l’evento in sé, ma la sensazione di non essere al sicuro, di vivere sul filo di un disastro imminente.
Il gioco è ancora in fase alpha, in continuo sviluppo e miglioramento, ma ha già tutto il potenziale per diventare uno degli esperimenti horror più autentici e disturbanti degli ultimi anni.
Ghost Exile

Ghost Exile è, senza troppi giri di parole, una delle esperienze cooperative più spaventose che si possano trovare tra i cosiddetti phasmo-like. Negli ultimi cinque anni ne sono usciti a decine, tutti più o meno simili, ma questo titolo riesce a distinguersi davvero. Non solo è il più riuscito, ma anche quello che fa più paura.
Uno dei desideri più ricorrenti tra i fan di Phasmophobia era quello di poter finalmente affrontare un vero esorcismo, di avere un’esperienza più intensa e tesa. Ma quel cambiamento non è mai arrivato. Gli sviluppatori di Ghost Exile, invece, hanno colto la palla al balzo e costruito un gioco che non solo ti spaventa, ti terrorizza. Ogni missione è un concentrato di tensione, in cui anche il silenzio diventa inquietante, e i jump scare arrivano quando meno te lo aspetti: dietro una porta, in corridoio, o proprio mentre pensavi di essere al sicuro.
Pur mantenendo la formula classica dell’investigazione in una casa infestata, Ghost Exile alza l’asticella in tutto. Atmosfera, ritmo, imprevedibilità. La presenza dell’esorcismo, che cambia a seconda del tipo di spirito e degli indizi raccolti, aggiunge quella componente rituale e adrenalinica che mancava altrove. Non importa quante ore hai accumulato: ogni partita riesce sempre a farti urlare, ridere nervosamente e inevitabilmente saltare dalla sedia.
🤡 Marisa De Risa consiglia
REVEIL

Ti svegli con un forte mal di testa, vorresti solo riposare e passare un po’ di tempo con la tua famiglia, ma la casa è stranamente vuota. Quando finalmente ne esci, noti un panorama che riconosci ma non ti aspetti e inizi a viaggiare nei tuoi ricordi per scoprire quello che è successo.
La spaventosa ma avvincente avventura di Walter Thompson mi ha colpita. È la storia di un uomo che cerca disperatamente sua moglie e sua figlia, con una narrativa frammentata raccontata tramite ricordi confusi e scene da incubo. I puzzle sono divertenti e ben strutturati e anche gli inseguimenti con mostri, che solitamente io odio ma che, in questo caso, alla fine ho gradito, erano ben incardinati nel flusso del gioco.
Sembra quasi banale fare un horror in un’atmosfera circense, ma questa volta l’unico pagliaccio coinvolto sono io che l’ho apprezzato, nonostante abbia spesso espresso perplessità mentre giocavo. La cornice del circo è solo un pretesto che ti inganna e ti sorprende. Non ci sono clown assassini o cosiddetti freak che ti inseguono, solo una storia profondamente umana e triste. I colpi di scena, per quanto in alcuni casi un po’ telefonati, sono tanti e intriganti, e il finale, assolutamente inaspettato, è una chicca che ha fatto impennare il mio voto per questo gioco, redimendo un genere che ultimamente faticava a offrire titoli originali e gradevoli.
FOREWARNED

Phasmophobia ha praticamente creato un genere, l’horror investigativo multiplayer, ma gli sviluppatori di Forewarned gli hanno dato nuova vita. Basta fantasmi, ognuno meno originale degli altri, e benvenuti Mejay, potenti guerrieri dell’antico Egitto. Insieme ai tuoi amici devi esplorare delle tombe antiche, usando strumenti di ogni tipo per capire a chi appartiene la mummia sepolta lì. Gli strumenti da trovare sono tantissimi, come anche le reliquie e i papiri da portare indietro per fare soldi ed esperienza.
Le differenze con gli altri phasmo-like non sono poche, e questo lo rende uno dei migliori del genere. Ad esempio, cosa non da sottovalutare, non ci sono i soliti asset Unity copia incollati nelle case prefabbricate, ma delle vere e proprie tombe egizie, piene di oggetti specifici, dettagli curati e di jump scare ben fatti. Anche la modalità di investigazione, benché simile, ha varie sfumature che rendono unica l’esperienza. Se sbagli la scelta fra i Mejay, lo spirito si infuria e non hai speranza se non quella di dartela a gambe levate. Se invece lo indovini, puoi sempre decidere di andartene, ma puoi anche purificare la tomba con un rituale che coinvolge i vasi canopi che dovresti trovare in giro per le varie stanze.
Un’esplorazione archeologica paranormale che vi divertirà e risveglierà il Rick O’Connell che è in voi. Da provare.
Conclusione
Che siate fan dei fantasmi digitali, dei ricordi distorti o dei rituali egizi, una cosa è certa: la paura non passa mai di moda.
Ogni recensore ha scelto giochi diversi, ma il filo conduttore resta lo stesso. Un Halloween da vivere con il cuore che batte forte e la mano pronta a fare ALT-F4.
E voi, siete più da brividi solitari o da urla in compagnia?
