Ottobre è alle porte e con esso arriva Halloween, con tutto il suo zuccoso spirito festivo un po’ tenebroso e un po’ dolce. L’atmosfera si fa cupa, senti di volere del mistero come pane quotidiano, vorresti respirare un po’ di gotico e giocare a qualcosa che si abbini a quest’aria che tira. Il problema è che non hai voglia di giocare a un horror perché non hai nessun desiderio di vivere con l’ansia e fartela sotto continuamente, pertanto hai sicuramente pensato a noi, sapendo che ti avremmo consigliato qualche bel gioco indie dark ma senza strizza. Gotcha!
Strange Horticulture

Eccoci ad Undermere, una comunità rurale di altri tempi, in cui sei il gestore di un negozietto di piante. L’obiettivo è servire i clienti, che sono vari e pittoreschi, trovare piante nuove per collezionarle e rivenderle e, perché no, scoprire i misteri oscuri di questo piccolo borgo circondato da montagne e boschi infestati. Attraverso le richieste dei cittadini e gli indizi che trovi durante le tue esplorazioni, puoi ricostruire la storia locale, dividerti fra congreghe e sette, e influenzare il flusso degli eventi con le tue scelte. Il gameplay è un po’ gestionale e un po’ un enigma: le richieste saranno vaghe e dovrai identificare quello che ti serve tramite la tua Enciclopedia, che completi tu stesso pian piano esaminando le piante che trovi. La grafica cupa, verde e dai toni smorzati aiuta a mantenere l’atmosfera tetra al punto giusto e tutto ciò che potrebbe essere troppo cruento è solo esposto in maniera evocativa. Consigliato perché è bello rivelare segreti tramite le piante.
Little Misfortune

In questa avventura interattiva, sei Misfortune, una bambina di otto anni che, con l’aiuto di un amico incorporeo di nome Mr. Voice, parte all’avventura per cercare la Felicità Eterna da regalare alla madre. Un gioco che non è un gioco, un’esplorazione in un mondo misterioso e un po’ sfigato, una rivelazione scioccante: le tue scelte influenzano i dettagli e il finale, ma scoprirai che non puoi combattere il destino. Il gameplay è semplice, esplori e interagisci con gli oggetti, la grafica è carina e sembra quasi innocente, ma dietro quest’aura di tranquillità si nascondono dolore, traumi e immagini inquietanti. Il senso di tenerezza e malinconia è suggestionante e ti attrae fino alla fine del viaggio, senza horror, ma con un gusto dolceamaro che non ti abbandona per un po’. Consigliato per spargere un po’ di glitter sulla vita.
DARQ

Hai mai fatto dei sogni lucidi, in cui ti rendi conto che stai sognando e riesci a manipolare ciò che c’è intorno a te? Lloyd sì e li condivide con te in DARQ, anche se, ad un certo punto, le cose precipitano e si ritrova in un incubo da cui non riesce a svegliarsi. La realtà diventa liquida, la fisica si distorce e la gravità perde di significato: per uscire da questo dedalo di corridoi, puoi camminare sulle pareti, ruotare gli ambienti e, se serve, rimanere furtivo. L’atmosfera darq (hehe) e gotica, unita al surrealismo onirico e ai toni bianchi e neri creano un’immersione inquietante e il sonoro crea tensione al momento giusto, senza terrorizzarti. Come ogni sogno che si rispetti, non è di facile interpretazione, ma il gusto del provare a capire che cosa significhi è parte integrante di questa esperienza. Consigliato se vuoi emozioni senza parole.
Graveyard Keeper

Da appassionata di simulatori quale sono, non potevo farvi mancare il gestionale di cimiteri. Dopo aver avuto un incidente, ti risvegli nel medioevo e, con il tuo fiuto da imprenditore, decidi di aprirti un bel cimitero. Da buon cultore del capitalismo spicciolo, inoltre, decidi di tagliare dove puoi, sfruttando le risorse, scegliendo fra l’etica e i soldi e accaparrandoti qualunque cosa si ponga sul tuo cammino. Ovviamente cerchi di ritornare alla tua realtà di tutti i giorni, ma intrecci vari, personaggi che si accollano dandoti missioni, intrighi, segreti ed esplorazioni nei dungeon ti trattengono e ti tengono a giocare a questo piccolo macabro simulatore. Consigliato se vuoi un gioco i cui toni cupi vengano smorzati dal sarcasmo e dall’ironia.
The Excavation of Hob’s Barrow

Thomasina Bateman è un’antiquaria forte tosta e indipendente che sciocca la popolazione inglese dell’epoca vittoriana per la sua capacità di cavarsela da sola nel suo lavoro e perché porta i pantaloni, signora mia dove andranno queste ragazze moderne. Viaggia per documentare i tumuli sparsi per l’Inghilterra, finché non si reca in un villaggio di nome Bewlay. Peccato che chi l’ha chiamata lì sembra essere irreperibile e gli irreprensibili paesani non hanno intenzione di aiutarla, se non decantando le magnifiche superstizioni locali. Un romanzo gotico punta e clicca dai toni cupi, dal ritmo lento e dalle ambientazioni curate e raffinate. Una narrazione che tocca il folklore locale e temi più personali come i traumi del passato e i ricordi non sempre piacevoli. Consigliato se vuoi svelare con gusto e con calma un bel mistero fra scienza e superstizione.
Cabernet

Tutto ha un prezzo e, quando vieni invitato in un mondo di lusso e intrighi, o è illegale o ci sono di mezzo i vampiri. A te sono toccati i vampiri: sei Liza, una vampira neo trasformata, che deve imparare a destreggiarsi nella sua nuova vita. Impara a usare al meglio le tue nuove abilità mentre ti trovi in bilico fra i dilemmi morali che comporta il nutrirsi di sangue. Senza contare che ti trovi invischiata in intrighi politici, relazioni delicate e tensioni sociali. Un gioco incentrato sulla narrativa e sulle scelte, decidi tu quanto rimanere umana, quanta vuoi manipolare chi è intorno a te e con chi relazionarti. L’atmosfera è gotica e decadente, aggravata dai toni scuri dell’ambiente e dei disegni, spezzato solo dal tuo pallore sovrannaturale. Consigliato per la sua tematica di bilanciamento fra scelte buone e cattive.
Mediterranea Inferno

Tre ventenni che desiderano riprendersi dal trauma della pandemia; tre amici di infanzia che si riuniscono dopo anni in cui sono stati lontani; tre ragazzi che vogliono andarsi a divertire nel Sud Italia. Sembra che vada tutto bene, finché le scelte non fanno cambiare l’aria e vengono fuori desideri repressi, frustrazioni, gelosie e segreti. Il Frutto dei Miraggi può cambiare le cose, dare visioni, creare nuovi percorsi per i protagonisti: a te la scelta. Una visual novel italiana particolare, che unisce momenti leggeri a tensioni psicologiche o situazioni disturbanti. Consigliato per via dei temi simbolici emersi nei caldi paesaggi del Meridione.
Bonus – DREDGE

Se parli di atmosfere cupe e di tensione, Lovecraft è una delle prime cose a cui pensi e Dredge, con i suoi temi, lo ricorda molto. Sei un pescatore che gira fra svariate isole per guadagnarsi da vivere e, man mano che vai avanti nell’avventura, il buio assume una tonalità di oscurità sempre più inquietante e il mare, fonte di vita e sussidio, non è più così accogliente. Le creature marine non sono tutte tranquille e il panico è dietro l’angolo. Anche i racconti che ricostruisci tramite i relitti che trovi non sono rassicuranti e svelano storie che forse sarebbero dovute rimanere sommerse. Consigliato se, per una volta, non vuoi essere cullato dall’oceano.
In Conclusione
E anche oggi gli sviluppatori indie ci hanno dimostrato che esiste un gioco per ogni gusto. È legittimo non gradire gli horror pur amando lo stile dark e questi titoli ci offrono la possibilità di avventurarci nel buio sentendoci al sicuro. Le ombre qui non nascondono pericoli, ma misteri ed enigmi; l’atmosfera è cupa non per la presenza del male, ma perché ci sono storie intense, emotive e profonde. L’invito di queste zone oscure è ad esplorare, per approfondire sensazioni all’apparenza pesanti, ma in realtà stimolanti per la fantasia e l’introspezione, e per ritrovare anche nel mondo digitale una voglia di scoperta e contemplazione. E poi, basta signore con i capelli neri in faccia che urlano per la rabbia, andate su Hair Stylist Simulator e cambiate tono che qua c’è gente che si vuole rilassare, grazie.
