
Ancora un altro horror in “found footage” dove si scappa da entità con problemi di gestione della rabbia? Sì, ma stavolta il vero mostro non è l’essere tra le ombre, è la vostra chat di Twitch. Perché, ammettiamolo, tra un’anomalia paranormale e un moderatore che banna a caso, non si sa mai cosa faccia più paura.
Prime Impressioni
I ragazzi di Lake On Fire hanno lanciato la demo di Don’t Go Live su Steam. Il gioco ci mette nei panni di un urbexer a caccia di visualizzazioni. Lo scopo del gioco è molto lineare bisogna raggiungere un numero di abbonati e per farlo si dovranno riprendere eventi soprannaturali per far salire l’hype in chat.
La dinamica è quella classica del “gatto e il topo”, ma con un twist “crudele”:
- Se scappi e ti nascondi troppo: La live diventa noiosa, gli spettatori calano e se arrivi a zero è Game Over.
- Se fai il gradasso per i follower: Il mostro (un’IA che reagisce a luce, suoni e attività della stream) ti trova e ti mangia.
Una cosa che mi ha infastidito molto è la scelta della selfie-cam che rende tutto un po’ troppo “ondeggiante”. Dopo venti minuti di esplorazione, potreste aver bisogno di una Xamamina o di un sacchetto per il mal d’auto: l’effetto bobbing dell’inquadratura è più letale di qualunque spettro.
A livello tecnico, la demo è solida. Niente crash che vi costringono a lanciare il mouse dalla finestra, solo un piccolo softlock nel respawn che però si risolve da solo in pochi secondi. È un prodotto dichiaratamente orientato ai Content Creator: giocato in solitaria con la “chat simulata” perde quel pizzico di pepe (e di sadismo) che solo degli spettatori reali sanno regalare. Mi ha ricordato vagamente Deadly Broadcast, ma con un’estetica più pulita e un focus totale sull’interazione in tempo reale.
Ma quindi… lo mettiamo in Wishlist?
- Insta-wishlist: Solo se siete streamer con una chat che ama vedervi soffrire e avete lo stomaco foderato di piombo contro la motion sickness.
- Monitoriamo: Per tutti gli altri. Il concept c’è, l’atmosfera pure (l’ansia cresce bene, bisogna ammetterlo), ma vogliamo vedere se nelle prossime location la varietà di gioco reggerà il colpo.
