Non sempre l’arte nei videogiochi si trova nella grafica iperrealistica: la pixel art, nella sua semplicità, ha preso piede come mezzo artistico per raccontare una storia o fornire intrattenimento. Non vengono meno emozioni né meraviglia, ma con un uso ben studiato di colori e tonalità alcuni sviluppatori indie hanno creato dei piccoli capolavori che sono un piacere da guardare. Ecco qui alcuni titoli che sono belli sia da vedere che, soprattutto, da giocare.

Sea of Stars

Sea of Stars

I JRPG sono proprio quei tipi di giochi che usano la pixel art per raccontare bellissime avventure o storie e Sea of Stars, con i suoi combattimenti a turni, è uno di questi. Due guerrieri con i poteri del Sole e della Luna devono attraversare dungeon e isole, sconfiggendo mostri e aiutando le persone in difficoltà, per imparare a padroneggiare i loro poteri e a unirsi per sfruttare la Magia dell’Eclissi. Gli sprite hanno illuminazione e riflessi dinamici e attraversano ambienti ricchi di dettagli e colori. I villaggi, le foreste e i mari sembrano quasi vivi con il ciclo giorno-notte e con le animazioni anche dei più piccoli elementi. Forse la storia non è originalissima, ma è comunque godibile e la colonna sonora esalta l’esperienza. Consigliato se apprezzi i JRPG fantasy a turni.

The Drifter

The Drifter

Definito un “Pulp Adventure Thriller”, the Drifter è un’avventura punta e clicca dall’atmosfera noir con un pizzico di anni Settanta. Il protagonista, Mick Carter, un uomo solitario e che vaga senza mai rimanere troppo nello stesso luogo, ritorna nella sua città natale per un funerale. Prima di riuscire a ripartire, diventa testimone accidentale di un omicidio per cui viene incastrato e si ritrova in un vortice di eventi misteriosi e pericolosi, forse anche un po’ paranormali. In un gioco così intenso, è anche la grafica che crea l’atmosfera cupa e opprimente: i dettagli sono minuziosi, i colori e l’illuminazione creano un mondo vivido, le animazioni semplici ma fluide. Consigliato a chi ama le investigazioni paranormali.

Decarnation

Decarnation

Nella Parigi del 1990, una ballerina di cabaret di nome Gloria è arrivata al limite della sopportazione per la vita che fa. Quando un misterioso benefattore, quindi, le offre una nuova opportunità, lei ci si butta a capofitto, senza sapere che mostri e incubi la attendono. Decarnation è un horror psicologico pieno di malinconia, simbolismo e pixel art surreale. I colori sono cupi, la luce è soffusa e le texture sfumate, dando al gioco un’atmosfera inquietante e grottesca. I disegni, a volte minimalisti, altre molto dettagliati, sono disturbanti, le animazioni distorte e, anche senza jumpscare, la narrazione e la grafica ci portano in un terribile ma poetico mondo horror. Consigliato se ti piacciono i thriller horror.

Summerhouse

Summerhouse

Non tutti vogliono per forza affrontare avventure o storie, a volte è sufficiente del sano relax mentre si costruisce qualcosa, senza sfide né obiettivi: Summerhouse è questo, un sandbox minimalista, in cui si possono costruire diorami. Con una deliziosa pixel art, colorata e luminosa, è possibile personalizzare case e strade in contesti urbani, di mare o di montagna. I colori pastello sono vivi, dando all’ambiente un’aria di calma e armonia. Le mini animazioni sono una chicca: le foglie che si muovono col vento, i personaggi che camminano in relax, l’acqua che scorre. Un gioco aggraziato e creativo. Consigliato se vuoi giocare in un’atmosfera cozy e creativa.

Pipistrello and the Cursed Yoyo

Pipistrello and the Cursed Yoyo

Pippit, un giovane pipistrello appassionato di yoyo, si trova ad assistere ad un attentato che destabilizza la città e intrappola nel suo yoyo l’anima della zia, potente imprenditrice, donandogli dei poteri. Per restituire un corpo alla zia, deve esplorare la città e recuperare oggetti sconfiggendo i criminali. Questo gioco in stile gameboy ha una grafica coloratissima, dinamica e un po’ caricaturale: i personaggi sono grossolani ma espressivi, la meccanica dello yoyo è carina, dai movimenti curati e con delle “cutscene” simpatiche. Le animazioni sono fluide e le ambientazioni urbane sono dettagliate e piacevoli da esplorare. Consigliato se vuoi un gioco in stile Legend of Zelda ma più urbano.

Primal Planet

Primal Planet

Amore, famiglia, dinosauri e, perché no, alieni. Questo metroidvania preistorico narra le avventure di un cavernicolo che vuole aiutare la famiglia a sopravvivere e ad evolversi, fra combattimenti e raccolta di risorse in un ambiente naturale e non: la giungla, i canyon, le rovine e le strutture aliene sono piene di animali o creature con cui interagire o combattere. Il gioco non presenta dialoghi espliciti ma sono i disegni, le animazioni e la grafica in generale a raccontare la storia. Le animazioni dettagliate, la luce che filtra, i colori saturi, sono tutti elementi che danno immersività e uno strano senso di realismo. Anche le interazioni fra i personaggi sono tenere ed emozionanti e danno all’atmosfera altrimenti cupa quel calore che ti fa andare avanti. Consigliato se ti piacciono i mix fra preistoria e fantascienza.

Hyper Light Drifter

Hyper Light Drifter

In un mondo tecnologico decadente e mistico, sei un viaggiatore solitario che cerca una cura per la sua insaziabile malattia e, perché no, forse un po’ di pace interiore. Nell’ambientazioni post apocalittica ci sono tante rovine e misteri, ma anche tanta meraviglia: resti di antiche civiltà, creature enigmatiche, paesaggi mozzafiato. La grafica pixelata e un po’ elettrica, in un certo modo, esalta il tutto: da ambienti cupi e dai colori scuri si passa ad aree brillanti e luminose, mimando un po’ anche gli stati d’animo del viaggiatore che affronta la malattia e la meraviglia del viaggio. L’estetica è minimalista e le animazioni sono classiche da gioco d’azione, ma i flash, i dettagli e l’atmosfera nel complesso lo rendono un capolavoro emotivo. Consigliato se sei appassionato di narrazioni senza parole.

Eastward

Eastward

Anche in Eastward siamo in un mondo futuro, ma invece di viaggiare per il gusto di farlo, si viaggia per ricostruire e sopravvivere. Una presenza tossica e letale si sta diffendendo sul pianeta, divorandolo, ma la voglia di mondo esterno si accende in John e Sam, padre e figlia che scappano dalla società sotterranea in cui erano intrappolati e vanno a fare i contadini in superficie. Lì scoprono un mondo nuovo, vivo e fiorente, pieno di persone con cui fare amicizia e aree da esplorare. La grafica è ispirata agli anime degli anni Novanta, ma con i colori e le luci si ha quasi un effetto 3D. I villaggi, le foreste, gli specchi d’acqua, sono tutti luoghi pieni di dettagli, di personaggi, e, grazie alla sovrapposizione degli strati di disegno, si ha spesso una sensazione di profondità e dinamicità. Le animazioni e i movimenti sono curati e aggraziati e l’atmosfera è carica di emozioni e fantasia. Consigliato se ti piacciono i giochi post apocalittici con dinamiche famigliari tenere ma dai tratti malinconici.

The Phantom Fellows

Amici nella vita così come nella morte, i protagonisti di questo punta e clicca umoristico, un detective paranormale e il suo socio fantasma, devono risolvere dei casi di possessione fra la realtà e il mondo degli spiriti. In base all’abilità che ti serve, puoi controllare uno o l’altro, ma, indipendentemente da quale sia l’investigazione, l’obiettivo è sempre lo stesso: aiutare i vivi a ritrovare la pace e i morti a passare dall’altra parte. La grafica è raffinata e le sue ambientazioni curate e dettagliate: le luci e le ombre creano la giusta atmosfera di realismo e paranormale e danno volume e profondità. Le sfumature e i colori rendono immersive le scene e aiutano lo scorrimento della narrazione, che assume dei toni accurati anche grazie agli effetti visivi. Consigliato se apprezzi un’avventura paranormale comica.

Blasphemous

Blasphemous

Brutale e inquietante, Blasphemous è un metroidvania dark fantasy ambientato in un luogo da incubo di nome Cvstodia. Sei l’unico sopravvissuto di un terribile evento e tocca a te liberare il mondo dalla maledizione che lo invade: esplori un mondo di religioni blasfeme e brutali, eliminando mostri e purificando quello che ti circonda. L’atmosfera è cupa, ma affascinante, terrificante, ma densa di simbolismo, i colori scuri e bui ampliano le sensazioni di inquietudine e di vessazione. Gli sprite, le statue, i nemici, sono molto accurati, con i dettagli precisi e i riflessi metallici, e i boss non hanno niente da invidiare a titoli dalla grafica realistica; le animazioni sono fluide e i combattimenti sono ben curati. Consigliato se vuoi un Dark Souls in pixel art.

In conclusione

Tanta gente fa della grafica di un videogioco una questione di vita o di morte, arrivando a contare i peli della barba del protagonista per dimostrare che il gioco fa schifo perché la piega che hanno non è abbastanza realistica. Questi giochi dimostrano che è anche con la semplicità che si possono dare toni e sfumature alle narrazioni, dare profondità a dei disegni in 2D e generare emozioni che vanno dall’ilarità al terrore anche con dei disegni stilizzati, ma animati correttamente. Perché nascondere una bella storia e le sensazioni che suscita dietro otto milioni di poligoni, quando con pochi pixel ben sistemati e colorati con la sfumatura giusta puoi trovare la vera poesia?

Non una critica ai titoli dalla grafica realistica, ma un invito a non fermarsi alle apparenze e a dare una chance anche alla grafica apparentemente minimale.