Se pensi che l’apocalisse zombie sia fatta solo di atmosfere cupe e musiche tetre, Deadly Days: Roadtrip è qui per ribaltare le tue aspettative. Non c’è nulla di eroico o epico: sei un sopravvissuto armato di pistola, con uno zainetto minuscolo e un autobus arrugginito che diventa la tua ancora di salvezza. Ogni run è un viaggio diviso in tappe, in cui lo scopo è sopravvivere per otto giorni fino al boss finale. Facile a dirsi, molto meno a farsi. Al momento il gioco è disponibile in Early Access, e noi lo abbiamo provato grazie alla key fornita dagli sviluppatori. L’idea è semplice ma efficace: prendere la struttura roguelite e impastarla con meccaniche da roguelike, un sistema di valute variegato e una pixel art dettagliata che riesce a essere leggibile anche quando lo schermo si riempie di decine di zombie. A questo si aggiunge una colonna sonora tragicomica che accompagna le spedizioni con toni più allegri che drammatici, creando un contrasto strano ma azzeccato. Il risultato è un titolo che non si prende mai troppo sul serio, eppure sa regalare momenti di tensione autentica quando cerchi di riempire il serbatoio mentre orde sempre più numerose ti stringono d’assedio.

Tra potenziamenti, bus e rottami: il loop della sopravvivenza

Il cuore di Deadly Days: Roadtrip pulsa nella base. Qui trovi la mensola, da cui acquistare potenziamenti permanenti spendendo mele; il banco da lavoro, per sbloccare nuove feature tramite nastro adesivo; e persino una leaderboard, che ti mostra la classifica degli utenti sopravvissuti più a lungo nella modalità endless. Infine, c’è il tuo mezzo: l’autobus. È da lì che parti per ogni spedizione, scegliendo la prossima destinazione sulla mappa. Potenziando il personaggio, si evolverà anche la base che diventerà sempre più accogliente. Inoltre sbloccando nuove feature la base si arricchirà con nuovi luoghi interagibili.

.Il gioco presenta anche 3 valute che rendono il sistema di progressione molto più interessante della media:

  • Mele: valuta permanente, ottenuta a fine run in base ai risultati (giorni superati, uccisioni, livello minaccia zombie). Si spende per upgrade fissi come salute, forza, velocità e colpi critici.
  • Nastro adesivo: ottenuto superando le tappe speciali di mezzo, serve al banco da lavoro per sbloccare nuove feature come l’enciclopedia oppure pacchetti di nuovi oggetti che sarà possibile trovare durante le run.
  • Rottami: si raccolgono dagli zombie, dall’ambiente e vendendo oggetti. Sono usati per riparare armi o equipaggiamento.

Questo sistema a tre livelli mantiene vivo il senso di progressione anche dopo run fallimentari, bilanciando bene la frustrazione e premiando il tempo speso.

Otto giorni on the road tra orde di zombie

La spedizione è strutturata in quattro macro-aree: villaggi, periferie, boschi e praterie. Ogni area conduce progressivamente al boss finale, ma il percorso non è mai lineare: per ogni tappa puoi scegliere un solo luogo, valutando statistiche come dimensione della mappa, quantità di bottino e carburante disponibile. A metà strada ti aspetta sempre un livello speciale con obiettivi precisi, un ottimo modo per spezzare la routine. Una volta arrivato sul posto, il tuo obiettivo è semplice: trovare abbastanza carburante per tornare al bus. Il problema è che il tempo gioca contro di te: più ti trattieni, più cala la notte e compaiono zombie numerosi e potenziati, con abilità speciali. Sopravvivere significa muoversi con intelligenza, sfruttare il dash (due per volta, con cooldown) e decidere se affidarsi all’attacco automatico con il personaggio che colpisce appena uno zombie entra nell’area, oppure gestire manualmente i colpi per avere più controllo. Per fortuna, quando hai abbastanza benzina, il gioco ti segnala la direzione per tornare all’autobus: un piccolo gesto di clemenza da parte degli sviluppatori che evita corse cieche tra orde infinite. Una volta riempito il serbatoio, parte il recap della missione: uccisioni, tempo, danni subiti. Poi arriva la schermata dello zaino e del deposito, dove puoi decidere cosa conservare, cosa riparare e cosa vendere.

Tetris nello zaino e combo micidiali

Una delle idee migliori del gioco è lo zaino componibile. All’inizio è minuscolo, ma nel corso della run trovi pezzi che puoi incastrare come in un tetris. Gestire lo spazio diventa un minigioco costante: un fucile occupa più caselle di un medikit, e spesso sei costretto a fare scelte dolorose. I cristalli, ottenuti da zombie e macchine, permettono di salire di livello: ogni level up fa arrivare una cassa di rifornimenti dal cielo, che ti offre la scelta tra tre oggetti (armi, power-up, medikit o pezzi di zaino). A differenza degli oggetti normali, questi non hanno bisogno di riparazione. Ci sono poi le casse distruttibili, che contengono consumabili rapidi come cure istantanee o scariche magnetiche per attirare il loot, e le casse rare apribili che custodiscono ricompense più sostanziose. Alla fine di ogni zona, nella schermata dello zaino e del deposito, puoi decidere cosa conservare, vendere o riparare spendendo rottami. È anche possibile combinare armi dello stesso tipo per potenziarle, sbloccare oggetti leggendari e creare sinergie sorprendenti grazie agli incastri: alcuni oggetti adiacenti nello zaino potenziano le armi o moltiplicano gli effetti, trasformando un inventario ordinato in una macchina di distruzione. Il deposito, invece, si espande in automatico man mano che avanzi, dandoti più respiro nella gestione degli oggetti. È una gestione profonda ma non eccessiva, che ti spinge a pensare strategicamente senza mai rallentare troppo il ritmo delle run.

Banane, sopravvissuti da sbloccare e rigiocabilità infinita

Non sei solo in questo delirio. Durante le spedizioni puoi incontrare e salvare altri sopravvissuti, che una volta riportati al sicuro diventano nuovi personaggi giocabili. In totale se ne possono sbloccare oltre dieci, ciascuno con abilità e caratteristiche uniche che rendono le run sempre diverse tra loro. Questo, unito alla progressione roguelite, alle sinergie dell’inventario e alla generazione procedurale delle mappe, garantisce una rigiocabilità notevole in stile The Binding of Isaac. E poi ci sono i momenti personali, quelli che ti restano impressi. Come quando ho sbloccato un sopravvissuto con un costume da banana e ho iniziato una nuova run vestito così, mentre intorno a me esplodeva il caos. Oppure quella scena quasi cinematografica, con cinquanta zombie che mi circondavano mentre cercavo di riempire il serbatoio: un attimo di panico puro, risolto per miracolo grazie a un dash al momento giusto. Sono questi frammenti, nati dalla casualità del gameplay, a dare personalità al gioco.

Pixel art meravigliosa e musiche fuori posto ma azzeccate

Deadly Days: Roadtrip è un gioiello in pixel art 2.5D. Gli zombie, i sopravvissuti e i dettagli ambientali sono tutti caratterizzati con cura, tanto da rendere chiara l’azione anche nelle fasi più caotiche. È un piacere per gli occhi, e la leggibilità non viene mai sacrificata. La colonna sonora è l’altra sorpresa: invece di musiche cupe e drammatiche, trovi tracce quasi allegre, fuori posto ma stranamente perfette per accompagnare questo caos tragicomico. È un contrasto che funziona, trasformando l’apocalisse in una festa bizzarra.

Consigliato a chi

  • ama i roguelike e i roguelite che sanno reinventarsi a ogni run;
  • si diverte con la gestione dell’inventario in stile Tetris e le sinergie assurde tra oggetti;
  • cerca un titolo ironico e caotico, capace di strappare un sorriso anche in piena apocalisse zombie;
  • vuole rigiocabilità alta e varietà grazie a sopravvissuti sbloccabili e mappe generate proceduralmente.

Sconsigliato a chi

  • preferisce avventure lineari e senza troppi elementi di gestione;
  • non sopporta la casualità tipica dei roguelike, con run a volte spietate;

Il viaggio apocalittico che non ti aspetti

Deadly Days: Roadtrip prende un genere saturo come quello zombie e riesce a dargli una nuova veste: ironica, strategica e genuinamente divertente. Il sistema a tre valute, la gestione dell’inventario a tetris, la progressione roguelite e la possibilità di salvare sopravvissuti rendono ogni run diversa e coinvolgente. Non mancano i momenti memorabili, nati dalla combinazione di caos, tensione e ironia.

Un roguelike che sorprende, diverte e non lascia respiro: l’apocalisse più tragicomica che ti capiterà di vivere.