Dopo la perdita dei propri genitori, un dolce topolino decide di ritornare nella sua casa d’infanzia, un piccolo rifugio immerso in un bosco, dove dovrà sopravvivere all’inverno e ritrovare la zia scomparsa. Mettiti comodo con una coperta e una tisanina e lasciati trasportare in questa piccola avventura cozy.

Il ritorno alla Tana

La vita, a volte, prende delle pieghe inaspettate e quella del topolino non è diversa. Quando era piccolo, viveva con i suoi genitori in una bella tana confortevole, scavata all’interno di un ceppo nel bel mezzo di foresta: la loro era una vita semplice e serena, si affidavano al cibo offerto dalla natura e andavano spesso a trovare la cara zia Betulina, loro vicina di casa. Il calore era assicurato, nonostante le difficoltà obbiettive della vita nei boschi.

Queste difficoltà, però, ad un certo punto avevano preso il sopravvento e i genitori dovettero prendere a malincuore la decisione di trasferirsi in città, nella speranza di trovarvi maggiori opportunità. Il piano ebbe successo e, grazie al lavoro in miniera, la vita si fece per un po’ più semplice e riuscirono a mettere da parte qualche soldo.

Dopo anni di fatica, però, gli eventi volsero al peggio e, essendo ormai rimasto da solo, il topolino decise di utilizzare tutti i sudati risparmi per ritornare alla vecchia casa nella foresta, lasciando alle spalle la tristezza della città.

Una volta tornato alla Tana, guidato dal giocatore, la trova più diroccata di quanto si aspettasse, ma questo non lo scoraggia, anzi: con grande determinazione, ricomincia la sua nuova vecchia vita.

Gli obiettivi sono semplici: sopravvivere, riscaldandoti e mangiando, restaurare la casa, costruire strumenti, cucire vestiti e aiutare gli altri abitanti del bosco, teneri animaletti che ti aiuteranno nel tuo percorso, ti regaleranno ricette per il crafting e ti racconteranno spezzoni della loro storia. È presente un ciclo giorno notte che va tenuto sempre in considerazione, poiché, ovviamente, le condizioni del mondo cambiano in base all’orario in cui ci si trova: di giorno fa più caldo e c’è più luce, mentre di notte le temperature calano e la visibilità è ridotta; per fortuna, è possibile dormire, per far scorrere il tempo e magari recuperare tutti i punti vita.

Eppure, mentre ti abitui lentamente a questa routine e il bosco torna a sembrarti un luogo sicuro, un evento improvviso e grave potrebbe spezzare questa fragile serenità. Quali sono le probabilità che accada qualcosa del genere? Forse poche… oppure no?

Tecnicismi

La grafica è senza dubbio l’elemento più bello del gioco: i disegni sono davvero splendidi, i personaggi sono dettagliati, espressivi e realistici, pur avendo uno stile fiabesco, e i colori invernali e freddi si sposano perfettamente con il tema della storia e con l’ambientazione accogliente ma malinconica.

Anche i suoni e la musica sono molto carini e non invadenti e ciò aiuta a mantenere l’atmosfera dolce e rilassante del gioco.

L’unico difetto che mi sento di segnalare riguarda gli elementi di interfaccia utente. Quello che personalmente mi è pesato molto è stata l’assenza totale di una mappa o almeno di una minimappa, magari sbloccabile man mano che si esplora, per potersi orientare meglio; inoltre, le barre e i pannelli delle missioni e del crafting sono un po’ invasive, occupano grosse porzioni di schermo e rovinano un po’ l’atmosfera, e sarebbe più comodo se ci fosse un’opzione per poterne regolare la dimensione.

In conclusione

Winter Burrow è un gioco semplice, rilassante, che fa leva più sui sentimenti che sul gioco di per sé. Il gameplay è piacevole e rilassante, i combattimenti sono pochi e non particolarmente impegnativi e la parte survival non è estrema. L’unico elemento che risulta un po’ più rigido è la gestione dell’ipotermia: il freddo arriva in fretta e, a volte, sembra di avere troppo poco tempo per esplorare con serenità prima di dover correre di nuovo verso una fonte di calore. Un dettaglio migliorabile, ma non tale da compromettere l’esperienza.

La storia, basata sull’amore per la famiglia e per le cose semplici, sull’impegno, sulla nostalgia e sul rispetto dei ricordi è breve ma intensa, con un tono malinconico e dolceamaro, ma non deprimente, che si rispecchia anche un po’ nello scenario invernale.

Lo consiglio?

Sì, è un’esperienza rilassante ma profonda, visivamente bella e narrativamente emotiva e che lascia il segno. Perfetto per chi cerca un gioco che scaldi l’anima tanto quanto la tisanina tra le mani.