
Lato opposto della barricata
The Precinct è uno di quei titoli che ti fanno esclamare “finalmente qualcosa di diverso!”. Sviluppato da Fallen Tree Games, già noti per American Fugitive, questo gioco ti mette nei panni di Nick Cordell Jr., fresco di accademia e figlio dell’ex capo della polizia morto in circostanze “misteriose” (che coincidenza eh?).
Ma dimentica i drammi familiari almeno per un po’: qui si lavora. O meglio, si pattuglia, si multa, si insegue, si arresta e ogni tanto si vola pure. Già, perché puoi scegliere il tuo turno: a piedi, in macchina o in elicottero. Ti affianca il Sergente Kelly, un veterano dal curriculum lungo quanto la lista dei suoi acciacchi. Sì, è pronto ad aiutarti. Ma solo dopo un bel hotdog.
Pattugliamento? Sì, ma con stile
Ogni giornata ad Averno City è un’esplosione di crimini. C’è chi parcheggia in doppia fila, chi rapina banche, chi corre come se fosse in Need for Speed. E tu sei lì, megafono alla mano, sirene spiegate e il piede sull’acceleratore, pronto a riportare un po’ d’ordine nel caos… o a crearne dell’altro.
Le attività spaziano da:
- multe per sosta vietata,
- furti in appartamento,
- inseguimenti adrenalinici,
- corse clandestine sotto copertura,
- addestramenti a tempo,
- raccolta di collezionabili,
- perquisizioni dettagliate e imputazioni personalizzate.
Una giornata tipo? Parti per un turno tranquillo, finisci impennato sopra un furgone in fuga e lanciato come una catapulta in un quartiere adiacente. Cronaca vera.
Trama e stile: noir da fumetto
La storia principale si sviluppa mentre continui a pattugliare. È ben scritta, lineare ma coinvolgente, e si avvale di una presentazione in stile fumetto: silhouette disegnate, dialoghi asciutti, atmosfera noir.
Il doppiaggio è discreto, forse non brilla per carisma ma accompagna degnamente l’azione. Se ti piace l’estetica da serie TV anni ’80, qui vai a nozze.

Averno City: una lettera d’amore agli anni ’80
Qui bisogna fare i complimenti: l’ambientazione è la vera protagonista. Luci al neon, insegne vintage, palette cromatica perfetta, auto e architettura retrò. Ogni strada è un tributo ai film polizieschi che guardavi da piccolo (o che hai visto su VHS consumate).
Averno City ha l’anima. E quella giusta.
Progressione e personalizzazione
Il gioco offre un sistema di skill e upgrade che ti permette di migliorare le abilità, aumentare il supporto in inseguimento, e sbloccare nuove armi.
La progressione c’è, anche se la varietà di crimini, per quanto ricca, tende a ruotare sempre intorno agli stessi schemi. Però diciamocelo: sei un poliziotto, mica Batman.
Inseguimenti & guida: il caos sotto controllo (più o meno)
Gli inseguimenti sono uno dei punti forti: puoi chiamare rinforzi, urlare al megafono, inseguire a sirene spiegate… e spesso finire addosso a un muro.
La guida è molto arcade: nei momenti concitati sembra più di guidare su una pista di pattinaggio che sull’asfalto. A volte è esilarante, altre un po’ frustrante, ma quasi sempre divertente. L’elicottero, invece, offre una visuale tattica unica: segui i sospetti dall’alto e coordina l’azione delle pattuglie.
Intelligenza artificiale e problemi tecnici
Una nota stonata è sicuramente l’IA dei compagni. Il tuo partner, in teoria lì per aiutarti, spesso resta fermo a controllare se ci sono stand di hotdog nelle vicinanze mentre tu rincorri due criminali in fuga. Se becchi due sospetti che si dividono, uno è andato. E anche i veicoli di supporto a volte ti fanno più danni che altro dato che sembrano decisi a puntare te piuttosto che i criminali.
Al momento della recensione molti bug sono già stati corretti, ma capita ancora di vedere nemici incastrati nel terreno o nella geometria. Niente di bloccante, ma spezza un po’ l’atmosfera.
Un’altra mancanza piuttosto evidente è l’impossibilità di chiamare un servizio per rimuovere i veicoli degli arrestati, che spesso restano abbandonati in mezzo alla strada come monumenti al crimine appena sventato. Stesso discorso per i cadaveri: puoi anche imbustarli con tutta la cura del caso, ma non c’è modo di chiamare il coroner per farli portare via. Risultato? Quartieri pieni di sacchi neri e auto ferme, come se Averno City fosse anche una discarica temporanea.
Audio & colonna sonora
La musica è davvero ben realizzata e coerente con lo stile retrò-poliziesco degli anni ‘80. Gli effetti sonori fanno il loro mestiere, aggiungendo atmosfera senza strafare. Nel complesso, un comparto audio che si fa notare per eleganza più che per esuberanza.

Momenti memorabili
Come dimenticare l’inseguimento in cui la mia auto ha saltato una rampa, si è piantata di traverso sopra il furgone del sospetto, ed è rimasta incastrata lì per diversi secondi? Ho proseguito l’inseguimento “a dorso” finché il sospetto non ha sbattuto da solo e mi ha lanciato avanti come una catapulta.
Non ho potuto denunciarlo per “uso improprio di energia cinetica”, ma giuro che ci ho provato.
Lo consiglio a chi:
- Adora l’estetica anni ’80, le sirene e i polizieschi alla Miami Vice.
- È cresciuto con i primi GTA e vuole riscoprirli da un’altra prospettiva.
- Vuole un open world leggero, pieno di attività e libertà d’azione.
Lo sconsiglio a chi:
- Cerca una simulazione realistica o ultra-tattica.
- Vuole una storia profonda alla L.A. Noire.
Conclusione
The Precinct è una piccola perla indie, che sa dosare nostalgia, ironia e gameplay dinamico. Non è perfetto, ma fa esattamente quello che promette: ti mette un distintivo virtuale in mano e ti lascia scorrazzare in una città del crimine con il sorriso sulle labbra.
