Dopo la fantastica saga di The House of Da Vinci, Blue Brain Games propone una nuova avventura, anche questa volta legata ad uno scienziato geniale: benvenuti nella “casa di Tesla”, dove si può assistere ai ricordi e alle invenzioni del brillante ingegnere a suon di puzzle.

Meccanica ed elettrotecnica

In the House of Tesla vieni catapultato agli inizi del Novecento, un periodo storico in cui il progresso tecnologico negli Stati Uniti era fortemente ricercato e finanziato e un genio come Nikola Tesla cercava di farsi strada per raggiungere i suoi obiettivi.

In qualità di protagonista, ti svegli e ti ritrovi, senza sapere come, in una stanza sigillata, fra disordine e danni causati dal temporale che imperversa fuori dalla finestra: non sai precisamente perché sei lì né ricordi alcunché, pertanto, inizi a guardarti intorno e cerchi di capire come venirne a capo e magari uscire anche dalla stanza. Pian piano cominci ad avere dei flashback dei ricordi di Tesla e realizzi che tutto ciò che hai intorno a te sono sue invenzioni, più o meno utili e funzionanti, e che probabilmente sei proprio tu il brillante scienziato.

Risolvendo enigmi che incontri nel percorso e rivivendo i flashback, cominci a ricostruire il tuo recente passato: capirai finalmente che cosa ti è successo nell’ultimo periodo, mentre ti impegnavi a realizzare il tuo progetto più ambizioso, ovvero la creazione di energia economica e senza fili per tutti, nonché come e perché sei finito rinchiuso senza memoria in una stanza disastrata.

Il finale, caratterizzato da una cutscene strana e intrigante e un colpo di scena che cambia la visione che hai della storia che hai vissuto fino a quel momento, è un po’ inaspettato e soggetto a interpretazione, ma, se da un lato ti lascia con qualche dubbio, dall’altro ti fa viaggiare con la mente per trovare la spiegazione che può soddisfarti più di tutto. Personalmente, l’ho molto apprezzato proprio per il suo rimanere, in un certo senso, un po’ aperto e per avermi lasciata lì a rimuginarci sopra, facendo anche alzare la mia valutazione del gioco nel complesso. Davvero interessante.

Gameplay e tecnicismi

Il gameplay è quasi uguale ai precedenti titoli: entra in una stanza, interagisci con vari oggetti e risolvi i puzzle per trovare ulteriori elementi che ti aiutino nella risoluzione dei puzzle successivi. Apprezzo sempre molto la progressione degli enigmi: se non risolvi il precedente, non si sblocca il successivo e questo mi impedisce di saltare accidentalmente dei pezzi risolvendo a tentativi qualcosa che avrei dovuto invece vedere più avanti.

L’unica differenza di gameplay con i titoli precedenti è l’oggetto speciale, che adesso è un’invenzione di Tesla stesso che permette di vedere i flussi attivi e non di corrente che connettono vari oggetti. Con questo aggeggio è possibile creare collegamenti elettrici per attivare alcuni meccanismi che permettono di risolvere altri tipi di puzzle.

I comandi, come quelli di giochi simili, purtroppo, li trovo sempre un po’ macchinosi, poiché per spostarsi si può usare solo il mouse, e, in alcuni casi, diventa facile rimanere frustrati dalla ricerca del punto giusto per interagire con alcuni macchinari.

In generale, comunque, c’è da dire che il rework effettuato per la Definitive Edition ha sicuramente aiutato questo titolo: la grafica è stata migliorata e risulta molto piacevole, sia per texture che per illuminazione, gli enigmi sono stati sistemati e ne sono stati integrati di nuovi e i bug presenti sono stati corretti; anche il finale è stato rivisto, per rendere il gioco il più possibile fedele alla visione originale degli sviluppatori. Sicuramente vale la pena giocare questa versione rispetto a quella uscita originariamente a settembre ‘25, poiché molto più godibile e ben funzionante.

In conclusione

Da grande fan di saghe come The Room e The House of Da Vinci, The House of Tesla mi è piaciuto molto. Ho apprezzato molto gli enigmi, soprattutto perché sono integrati nelle creazioni di Tesla, che sono sempre molto affascinanti, soprattutto per noi colleghi (heheheh). I flashback e le ricostruzioni sono intriganti e supportano una trama interessante e dal finale inaspettato e forte.

Personalmente, anche la qualità in sé dei puzzle mi è piaciuta di più rispetto alla saga di Da Vinci, perché mi sono sembrati più sensati e per qualche motivo più logici, però potrebbe essere una mia impressione dovuta al diverso approccio che ho dedicato a Tesla.

Le ambientazioni sono dettagliate e interessanti, gli spazi occupati in maniera intelligente e gli oggetti intriganti per gli amanti della tecnologia. Anche la storia ci permette di spiare un po’ nella mente di un genio, alla ricerca di finanziamenti per poter raggiungere i suoi obiettivi ma sempre in contrasto con la mentalità materialista degli imprenditori di quel periodo, che preferivano il profitto al puro gusto scientifico e di progresso che, invece, caricava Tesla.

Per il resto, è un titolo da giocare per poterselo godere appieno, le parole non possono davvero descrivere nel dettaglio l’esperienza, altrimenti si rovinerebbe il gusto dell’opera.

Insomma, lo consiglio?

Sì, a tutti gli amanti degli enigmi e agli amatori della scienza, della fisica e dell’ingegno umano, nonché ai fan di Tesla, perché no.