
Assunto dalla Rangus Meats, la megacorporazione intergalattica che ha trasformato la carne in religione, business e disastro cosmico, ti ritrovi paracadutato su pianeti infestati da mutanti, insettoni giganti e robot assassini. Il tuo compito? Raccogliere carne viva, completare direttive aziendali e riportare a casa abbastanza campioni da giustificare il tuo contratto. È un lavoro sporco, ma qualcuno dovrà pur farlo.
Peccato che per sopravvivere tu debba letteralmente smontarti e rimontarti pezzo per pezzo, sostituendo braccia, gambe e teste con quelle dei nemici. In SWAPMEAT, la biologia è un’arma e il tuo corpo è il campo di battaglia.
L’idea è geniale e disturbante al punto giusto. Ogni nemico che fai fuori ti lascia un pezzo del suo corpo, che puoi innestare al volo sul tuo. Gambe che triplo saltano, toraci che piazzano torrette, teste di tacchino lanciagranate, tentacoli rotanti o addomi che rilasciano scudi difensivi: ogni parte cambia il modo in cui giochi. In pochi minuti passi da soldato ordinario a carne da laboratorio ambulante, un patchwork alieno con troppi occhi e un’energia inspiegabilmente contagiosa.
E se giochi in co-op, la follia si moltiplica. Niente come un gruppo di quattro mutanti urlanti che si scambiano arti in tempo reale per completare obiettivi sotto una pioggia di proiettili e viscere fluorescenti.
Carne fresca, ritmo indiavolato
Il gioco gira sorprendentemente bene, anche nelle fasi più dense di effetti e proiettili. È frenetico, colorato, rumoroso e con una colonna sonora che pompa quanto basta per darti l’adrenalina necessaria a sopravvivere. SWAPMEAT pesca a piene mani da Risk of Rain 2 per struttura e loop roguelite, ma il ritmo è molto più spinto, quasi arcade.
L’azione è continua: salti, schivi, cambi arti, piazzi torrette e scudi, poi ti ritrovi senza testa perché l’hai appena sostituita con una che spara laser. Non c’è mai un momento di tregua. Le mappe ti spingono a muoverti, a pensare in fretta e a reagire ai drop come se stessi giocando a un FPS anni Duemila con la follia di un roguelite moderno.
Il tutto è accompagnato da un’estetica volutamente sopra le righe, fatta di colori acidi, interfacce aziendali retrò e un umorismo che sembra uscito da una pubblicità di Vault-Tec o da un manuale HR per mutanti. Ogni missione è un piccolo teatro di caos organizzato: obiettivi da completare, nemici assurdi da far fuori, carne da raccogliere. Il tutto mentre la tua squadra discute su chi abbia le gambe migliori per saltare nel mucchio.
La co-op è, senza dubbio, la sua forma migliore. Con amici diventa una festa di mutazioni e urla, un caos perfettamente orchestrato che ti fa dimenticare i difetti e ti spinge a continuare solo per vedere quali abomini tirerete fuori al prossimo pianeta. In solo funziona, ma il divertimento moltiplicato per quattro è un’altra storia.

Ancora al sangue
Essendo in Accesso Anticipato, SWAPMEAT non è ancora cotto a puntino. L’HUD è confusionario, la gestione di missioni e valute andrebbe semplificata e alcune abilità risultano un po’ troppo simili tra loro. Le missioni si ripetono, e la progressione tra una run e l’altra non restituisce ancora quella sensazione di crescita che rende un roguelite davvero irresistibile.
Eppure, nonostante tutto, la base c’è ed è solida. Le armi hanno un buon feeling, il ritmo è bilanciato, e la varietà di parti innestabili promette una profondità che si rivelerà col tempo. C’è spazio per nuovi biomi, nuovi boss e sistemi di potenziamento più chiari, ma già oggi il gioco riesce a catturarti.
La verità è che SWAPMEAT ha quell’energia da “primo album punk”: ruvido, rumoroso, pieno di idee e ancora grezzo, ma con un’identità fortissima. Ti fa venire voglia di rientrare subito, anche solo per provare una nuova combinazione assurda di arti e teste e vedere fin dove riesci a sopravvivere prima che il caos ti travolga.
Polpette e potenziale
SWAPMEAT è un Risk of Rain 2 fatto di carne e sarcasmo, con un’anima da shooter anni Duemila e un’estetica che sembra uscita da una pubblicità aziendale di cattivo gusto. È un gioco che non ha paura di essere strano, viscerale e un po’ disgustoso, ma sempre con il sorriso.
Ancora crudo, sì, ma ha già un sapore inconfondibile. Perfetto se cerchi un roguelite cooperativo rapido, caotico e pieno di personalità, o se hai sempre sognato di sparare a un alieno con un tacchino in testa.
