
Ringraziamo Kiki Games per averci fornito una press key per recensire il gioco alla versione 1.0
C’è chi colleziona francobolli, chi vinili rari e chi invece preferisce passare le giornate a spacchettare macchinine di plastica. Supercar Collection Simulator prende quell’amore infantile per le Hot Wheels tarocche del supermercato e lo trasforma in un gestionale spensierato, in stile TCG Card Shop Simulator, ma a tema automobiline. Il risultato? Un mix tra la gioia del collezionismo e il sogno di gestire un negozio dove scaffali, pacchetti e sfide si intrecciano in un loop che sa di nostalgia e di business.
Un gestionale che profuma di nostalgia
Il gioco ti mette al comando di un negozio specializzato: vendi modellini di auto, pacchetti di carte per potenziarle, piste e accessori vari. I prezzi seguono l’andamento del mercato, ma per ora possono essere modificati solo direttamente dagli scaffali: comodo non è, e un sistema centralizzato sarebbe molto più pratico. Salendo di livello si sbloccano nuove collezioni di macchine, pronte a riempire il tuo inventario e la tua bacheca.
Per rifornirti non sei solo: davanti al negozio c’è la Hunt House, aperta ogni giorno dalle 14 alle 16, che propone modellini di una serie casuale. E se ti senti fortunato, all’esterno trovi pure un distributore automatico: 25$ e ti porti a casa un’auto a sorpresa. Il sogno del collezionista compulsivo.
E se la fortuna non basta, puoi sempre aprire le box di macchinine: ogni scatola è un pacchetto sorpresa che nasconde un modello utile alla collezione, con la solita scarica di adrenalina tipica del “lo troverò o no?”. Una meccanica che aggiunge pepe alla progressione e stimola il lato più compulsivo del giocatore.

Giocare e scommettere
Non si vive di sola vendita: le macchinine puoi usarle anche per sfidare gli NPC in corse da salotto. La regola è semplice e crudele: chi perde cede la macchina all’avversario. Nel frattempo, gli NPC che si sfidano pagano sempre una tariffa oraria per giocare nel tuo negozio, trasformandolo in una piccola sala corse.
E se guardare ti diverte più che partecipare, puoi anche scommettere sulle gare tra NPC. Idea carina, realizzazione un po’ meno: dopo la prima puntata devi azzerare manualmente la bet per la successiva, e soprattutto le quote sono invertite. Le auto favorite hanno moltiplicatori più alti, il che rende le scommesse un modo troppo facile per stampare soldi. Bello sì, ma poco credibile: un paio di colpi di scena in stile underdog avrebbero reso tutto più pepato.
Gestione e crescita
Da buon gestionale, non mancano stipendi e bollette. Puoi assumere cassieri, commessi e magazzinieri (sbloccati salendo di livello), e naturalmente dovrai pagarli puntualmente. Le bollette invece crescono in base alle dimensioni del negozio: più grande diventi, più salata sarà la fattura a fine mese.
L’espansione non riguarda solo lo store ma anche il magazzino, che ha un sistema semplice e chiaro per controllare quante unità hai in stock. Inoltre puoi vendere singoli modelli tramite scaffali dedicati, oppure arricchire la tua collezione privata con spacchettamenti sempre nuovi. Non manca nemmeno il black market, un angolo della strada dove comprare auto al limite della legalità: perché il collezionismo, si sa, ha anche un lato oscuro.
E non è finita: con gli arredi costruibili puoi sbloccare funzioni extra, come officine per verniciare i modelli o tavoli speciali per creare bundle di macchinine. Sono dettagli che non stravolgono l’esperienza, ma contribuiscono a dare varietà al gameplay e a differenziare un po’ la tua attività.
Personalizzazione e scambi
Sul fronte estetico, la personalizzazione resta molto limitata: muri e pavimenti con pochi stili selezionabili, giusto per dare un minimo di identità al negozio.
Interessante invece la parte multiplayer, che ti permette di aprire stanze di scambio online, anche private per giocare solo con gli amici. È un’aggiunta semplice ma efficace, che si sposa perfettamente con il lato collezionistico: se hai un doppione, puoi scambiarlo senza problemi e rincorrere quella macchina rara che ti manca.

Feeling generale
Tecnicamente il titolo si difende: la grafica cartoonesca e l’HUD colorato creano un’atmosfera leggera e “giocosa”, mentre la musica chill accompagna senza infastidire. Qualche bug di compenetrazione qua e là non disturba troppo, segno che il grosso è già stabile per la 1.0.
In generale, Supercar Collection Simulator trasmette bene la sensazione di essere allo stesso tempo negoziante e collezionista, con quel mix di gestione e nostalgia che ti tiene incollato. Non è un gioco da “una partita e via”: il sistema di level up, i pacchetti da aprire e i contenuti da sbloccare assicurano ore di progressione prima di vedere tutto.
Consigliato a:
- Chi vuole rivivere le sfide con le macchinine di quando era bambino
- Chi cerca un gestionale immediato
- Chi ha amato TCG Card Shop Simulator
Sconsigliato a:
- Chi preferisce gestionali più impegnativi
- Chi le macchinine le ha sempre odiate
Collezione completa
Supercar Collection Simulator non è un gestionale hardcore, ma non vuole esserlo. È un’esperienza giocosa che mescola collezionismo, business e sfide tra automobiline. Ci sono bug e bilanciamenti da sistemare (soprattutto sulle scommesse), ma il loop di sblocco e crescita tiene incollati per parecchie ore.
