Il mondo in cui vivi non è più quello a cui sei abituato: l’aurora, una volta simbolo di meraviglia e bellezza, è calata inaspettatamente su tutto il mondo, con esiti disastrosi in particolare sui sistemi di navigazione. Tocca a te, nel tuo nuovo ruolo di guardiano del faro, aiutare le navi a trovare la strada verso i loro porti di destinazione, ma anche la sua luce potrebbe non essere sufficiente a tenere alla larga l’oscurità che proviene dagli abissi.

Un raggio di speranza

Dopo un cataclisma, c’è il buio: la tecnologia moderna viene meno, la vita abitudinaria finisce sottosopra e la disperazione fa venire a galla il peggio dell’umanità. Static Dread inizia proprio con un misterioso evento atmosferico, che ha sconvolto il mondo e reso i sistemi di geolocalizzazione inutilizzabili. Per aiutare le navi a raggiungere le loro destinazioni, pertanto, le autorità costiere locali decidono di ripristinare un vecchio faro e sarai proprio tu ad assumerne il controllo.

Lasci la famiglia temporaneamente indietro e ti trasferisci nella dimora sulla costa, a pochi passi da un piccolo villaggio, e inizi con la tua nuova routine. Un sistema radio è il tuo unico mezzo di comunicazione con l’esterno e hai un fax tramite cui puoi scambiare documenti cartacei con i porti e con le varie navi. Il tuo burbero supervisore ti darà tutte le informazioni necessarie, poi sta a te guidare i capitani sulla rotta giusta: loro ti comunicheranno la loro posizione e direzione e sta a te disegnare la mappa corretta per farli arrivare nel loro porto di destinazione. Ogni tanto qualcuno busserà alla tua porta per offrirti due chiacchiere, oggetti in vendita o missioni, ma le giornate si susseguono tutto sommato simili fra di loro.

Giorno dopo giorno, però, l’atmosfera diventa più cupa, cominci a trovare trasmissioni strane, i capitani lamentano strane anomalie sulle loro navi e ricevi richieste preoccupanti da figure non proprio rassicuranti, che però si insinuano nella tua mente come tentacoli oscuri. Sta a te scegliere a chi dare retta (o rotta) e le tue decisioni hanno un peso notevole, non solo per chi ti è vicino, ma anche per la società.

Gameplay e Tecnicismi

I tuoi compiti da guardiano del faro sembrano semplici all’inizio: accendi la luce del faro, fai in modo che rimanga sempre attiva durante la notte e, nel frattempo, scorri sulle frequenze della tua radio per contattare le navi che hanno bisogno di essere guidate. Una volta trovata la frequenza giusta, devi compilare sulla mappa della baia un percorso fra le varie isolette che ci sono per farli arrivare al porto a cui stanno chiedendo di attraccare. A volte il supervisore fornisce indicazioni diverse in base al tipo di nave o di segnalazioni ricevute dai capitani, ma nulla di complesso. All’apparenza perlomeno, perché in realtà, se il gameplay di per sé non è difficile da capire, ti trovi davanti a scelte che non sempre sono così scontate e presto cominci a vedere le conseguenze delle tue azioni.

Avevo un po’ timore a provarlo su PS5, ma per fortuna mi sbagliavo, poiché mi ha fatto un’ottima impressione: i comandi con il controller sono fluidi e le meccaniche di gioco non risentono dell’assenza di tastiera e mouse.

La grafica mi è piaciuta molto, nonostante solitamente non apprezzi il retro horror. Aggiunge un tocco di decadimento all’atmosfera e si adatta bene all’ispirazione lovecraftiana che ha la trama. Unico difetto, per me, è stata la gestione delle luci, che non mi ha impressionato, nonostante esse facciano parte di una delle meccaniche del gioco. Il reparto sonoro è semplice e funzionale, niente di memorabile ma adatto al contesto. Nel complesso, anche tecnicamente l’ho trovato un gioco valido.

In conclusione

Personalmente, trovo Static Dread molto intrigante e ben riuscito: gli sviluppatori hanno preso spunto da un capolavoro come Papers, Please e ci hanno applicato un tema lovecraftiano, sempre cupo ma con una direzione meno politica/sociale e più dark/horror. Sei sempre un guardiano con dei compiti da svolgere, ma stavolta il mostro non è una società dai dubbi principi, ma una catastrofe e delle figure sovrannaturali. L’ansia è dovuta al peso delle proprie scelte, alla paura dell’ignoto e al dubbio costante sul destino della propria famiglia, rimasta nella città di origine, piena di problematiche dovute all’assenza di risorse e di disordini legati a questi eventi strani, nonché ad una nuova strana droga che si sta diffondendo. I personaggi con cui interagisci si trovano su uno spettro di grigi della moralità e della sanità mentale, alcuni sono più seri e spaventati, altri fanatici o accecati dal panico, altri ancora semplicemente amorali. L’incertezza e le strane cose che vedi in giro di certo non ti aiutano ad avere rapporti normali con loro, né ti permettono di applicare una logica alla sequenza di eventi che ti accadono attorno. Tutto questo contorno influenza le tue scelte e queste decisioni plasmano te, che puoi andare in una direzione o l’altra, assecondando quel po’ di razionalità che è rimasta in giro oppure la follia e il complesso di dio che ti può dare questo lavoro.

Lo consiglio?

Sì, se ti è piaciuto Papers, Please e/o se ami Lovecraft e i suoi derivati. Il gioco forse può sembrare un po’ ripetitivo, ma in realtà non lo è, anzi queste sfumature di oscurità lo rendono peculiare e interessante.

Mi raccomando, però, ricordati di lasciare sempre la luce accesa: non puoi mai sapere che cosa possa affacciarsi dalle ombre…