Buono il cibo, ma che fatica cucinarlo: lo ben sanno Som e Gon, un duo di cuochi che, dopo aver trovato il libro di ricette definitivo, decidono di aprire un chiosco su un’isola misteriosa per vendere le loro prelibatezze.

Un sogno alimentato da un libro misterioso

Som e Gon hanno una passione in comune: la cucina. Som è più portato per i fornelli e l’impiattamento, mentre Gon preferisce cacciare, raccogliere frutta e verdura e preparare tutti gli ingredienti. L’affiatato duo desidera da sempre poter gestire una propria cucina e ne hanno l’occasione quando trovano un misterioso libro pieno di ricette quantomeno strane, chiamato Makanomicon.

Grazie all’aiuto della sorella di Som, riescono a raggiungere l’isola di Khaya, che sembra essere l’unica a contenere tutti gli ingredienti idonei, e aprono il chiosco dei loro sogni. Non è tutto rose e fiori ovviamente, ma, fra una tartananas e un peperoncino arrabbiato, si preparano tante gustose pietanze che soddisferanno i clienti e i due cuochi che le preparano.

Ci sono vari biomi da esplorare, ognuno con ingredienti diversi, e il Makanomicon si rivelerà una fonte immensa di prelibatezze, da condividere con tutti gli abitanti della misteriosa Khaya.

Gameplay e tecnicismi

Il gameplay è semplice e incentrato sulla suddivisione dei compiti: si basa sulle abilità del singolo ma anche su come ci si bilancia nel duo, rendendo il gioco più godibile in co-op, pur avendo una modalità single player.

Un giocatore si impegna nel cucinare, portando gli ingredienti verso le postazioni di lavoro, eseguendo le azioni richieste e consegnando il piatto finito, mentre l’altro va a caccia, raccoglie piante e tagliuzza tutto per renderli fruibili per la ricetta.

In realtà non ci sono vere e proprie limitazioni nelle attività, ma, chiaramente, per una migliore performance, soprattutto nei livelli più avanzati, è meglio rispettare il proprio ruolo. I minigiochi per ciascuna delle attività sono molto semplici, la sfida è solo nelle tempistiche e nei ritmi degli spostamenti; è interessante anche la gestione degli utensili, che possono essere migliorati andando avanti con i livelli. Un peccato per l’interfaccia, la modalità di svolgere alcune azioni “a click” e la tipologia di livelli che ricordano un po’ un gioco per mobile, perché con qualche accorgimento si poteva assegnare qualche punto in più.

La grafica è cartoonesca, dai colori vivi e molto aggraziata, non realistica ma piacevole da guardare, soprattutto grazie all’aspetto dei personaggi, buffo ma curato nei dettagli. L’audio è simpatico, con i rumori da cucina e un doppiaggio semplice ma espressivo. Non ci sono bug degni di nota.

In conclusione

SEDAP! è un simulatore di cucina semplice e divertente, un passatempo senza pretese per svagarsi con un amico mentre si chiacchiera sul divano o su Discord. Il ritmo “serrato” dei minigiochi e delle consegne sicuramente tiene un po’ su la soglia dell’attenzione, ma comunque è godibile in relax. La modalità single player è ben fatta, ma lo scambio di personaggi non è divertente quanto la collaborazione e il caos che si crea quando si è in due, senza contare che è più stressante poiché alcune meccaniche volte ad aiutare il duo perdono di significato e rendono le cose più difficili.

Lo consiglio?

Sì, se si vuole cazzeggiare con un amico in un piccolo relax stressante, meno se volete giocarlo da soli, perché non rende al meglio.