
S.E.M.I. è uno di quei giochi che vivono soprattutto nelle reazioni del gruppo. Da solo è un platform pieno di idee buffe, ma è in multiplayer che mostra la sua natura reale, fatta di urla, salti sbagliati e pillole che ti trasformano in qualcosa che nessuno voleva davvero vedere. L’obiettivo è scappare da un asylum composto da stanze generate casualmente, tutte piene di trappole e ostacoli che pretendono coordinazione… mentre il gioco fa di tutto per togliertela. È un’esperienza volutamente caotica, che punta tutto sul divertimento immediato e sulla sorpresa continua.
La pazzia come barra della vita
In S.E.M.I. la salute non scende ma sale. È una barra della pazzia che si riempie ogni volta che vieni colpito, sia dagli infermieri che dalle trappole sparse nelle stanze. Più danni subisci più ti avvicini alla fine e, quando superi il limite, il tuo personaggio rimane letteralmente incastrato nel pavimento con le chiappe all’aria, immobile come una bandierina della vergogna. In multiplayer però non è un game over definitivo, perché i compagni possono rianimarti riportandoti in piedi e restituendoti anche un po’ di sanità mentale.
A tenere tutto in equilibrio ci sono le pillole, che sono l’unico modo per abbassare la barra della pazzia. Le trovi nelle stanze oppure le compri nelle safe zone usando i lecca lecca raccolti durante la run. Il punto è che ogni pillola è una sorpresa e quasi mai una sorpresa tranquilla. Ti curano, sì, ma ti danno anche un effetto collaterale casuale che può diventare un aiuto temporaneo oppure un disastro totale. A volte ottieni un’abilità comoda per superare un ostacolo, altre volte ti ritrovi a sparare laser a caso o a distruggere tutto senza volerlo. È una meccanica buffa e imprevedibile che aggiunge sempre un livello di rischio in più a ogni decisione.

Stanze piene di trappole e momenti assurdi
Il gioco procede stanza dopo stanza, ognuna strutturata come un piccolo platform puzzle. Ci sono gas velenosi, piastre che sputano fuoco, pavimenti ghiacciati, piattaforme girevoli, bottoni nascosti in posizioni sempre più scomode. Per aprire la porta successiva devi risolvere il rompicapo o attivare i meccanismi necessari, ma farlo mentre metà squadra scivola, prende fuoco, vola dalla parte sbagliata o usa abilità distruttive rende tutto molto più interessante di quanto sembri. In gruppo diventa una catena continua di errori condivisi, salvataggi improvvisati e momenti in cui nessuno sa esattamente cosa sia appena successo. È il lato migliore del gioco, quello che lo rende realmente divertente.
Stile vivace e personalizzazione basilare
L’estetica è volutamente esagerata, piena di colori accesi e personaggi dalla faccia sempre un po’ perplessa. Le animazioni sono sopra le righe e danno al gioco un tono leggero che contrasta con l’ambientazione dell’asylum in modo piacevole. Raccogliendo lecca lecca puoi acquistare personalizzazioni per il tuo personaggio tramite lo shop interno. Non è una progressione profonda, ma aggiunge quella soddisfazione in più quando una run va particolarmente bene.

Controlli migliorabili e qualche bug
Pur funzionando bene nel suo caos, S.E.M.I. mostra ancora evidenti margini di miglioramento. I controlli non sono sempre precisi e nei momenti in cui servirebbe un po’ più di reattività capita di finire dentro a una trappola per colpa di un input poco pulito. Ci sono anche alcuni bug sparsi, niente di compromettente ma abbastanza frequente da farsi notare durante le run. Sono aspetti che non rovinano l’esperienza, ma ricordano che il gioco ha ancora bisogno di qualche aggiustamento per risultare davvero solido.
Fuggire è divertente, ma serve ancora una cura
S.E.M.I. è un cooperativo che punta tutto sulle situazioni imprevedibili e sulla complicità tra giocatori. Il sistema delle pillole rende ogni run diversa dalla precedente e le stanze, con le loro trappole e i loro incastri, continuano a generare momenti assurdi che funzionano alla perfezione con un gruppo affiatato. Non è un gioco preciso, non è un platform calibrato al millimetro e presenta diversi aspetti ancora da rifinire, ma quando ingrana fa esattamente quello che promette. Nel complesso è un titolo divertente, caotico al punto giusto e con un buon potenziale per il futuro.
