Che strane le favole fantasy: un giorno sei un povero lebbroso che spera di sopravvivere e l’indomani sei seduto su un trono del regno di Brizh a decidere sulla vita degli altri. Fai le tue scelte, manda i tuoi cavalieri in missione e tieni in piedi il tuo regno, in bilico fra alleanze e attentati: è arrivato Sovereign Tower, la visual novel manageriale ambientata nel medioevo.

Accidentalmente re

In un regno allo sbando, dove manca un sovrano da più di un secolo e dove le lotte interne imperversano fra gli assetati di potere, un lebbroso dal potenziale inaspettato esce vincitore da un combattimento e si ritrova davanti alla porta del suo destino, figuratamente e letteralmente. Scappando da un assedio, infatti, si ritrova davanti al portone chiuso di una torre e decide di girarne la chiave, senza sapere che dall’altra parte lo attende l’avverarsi di una profezia: solo chi riuscirà ad aprire la porta potrà essere il sovrano del nuovo regno e, dopo un secolo, è proprio lui il primo a farcela.

Inizia così la tua avventura da re, fra diplomazia, generosità, violenza e astuzia: in base alle tue scelte e a come decidi di investire le tue forze, lo stato del regno e dei suoi cittadini sarà influenzato e le alleanze con i vicini potrebbero risentirne in positivo o in negativo. Ad aiutarti sul percorso ci sono il fido consigliere Arlin, la misteriosa statua che incarna lo spirito della torre, un gruppo di cavalieri che ti hanno offerto la loro lealtà e altre varie figure di supporto, compreso un peculiare demone nelle segrete.

Vivi alla giornata o preparati a lunghe strategie, scegliendo quali fazioni favorire e di quali, invece, ti interessa meno, così da poter lasciare la tua personale impronta nella storia del regno di Brizh.

Gameplay

Il gameplay è quello classico di una visual novel ma con elementi di management: chiacchieri con i tuoi ospiti, effettui delle scelte di dialogo e decidi come investire le tue risorse umane ed economiche. In base a queste tue scelte, vengono influenzati il popolo, i potenziali alleati e i tuoi collaboratori, nonché lo stile della tua politica.

Durante il giorno avrai parecchie udienze a cui dare seguito e ognuno avrà un problema che vorrebbe che tu risolvessi con il denaro o con la mano dei tuoi fidati cavalieri. Ogni pomeriggio, infatti, puoi convocare la tavola rotonda e decidere chi mandare in missione, in base alle statistiche richieste per la buona riuscita dell’avventura: ciascun cavaliere ha una personalità, dei punti di forza e delle debolezze, che dovrai utilizzare per trarre da loro il meglio.

Oltre ai cavalieri hai anche dei collaboratori che possono aiutarti con alcuni aspetti della gestione del regno e della torre e con le decisioni che devi affrontare, dandoti suggerimenti o veri e propri strumenti di supporto. Il più originale dei collaboratori è sicuramente il demone nelle segrete, che introduce l’interessante dinamica del riavvolgimento del tempo. Decidendo di rivivere uno o più giorni, infatti, rimani con la conoscenza dell’esito delle tue decisioni e questo ti permette di recuperare situazioni in cui non volevi trovarti oppure di soddisfare una tua semplice curiosità qualora tu decida di percorrere un’altra strada.

Nel bel mezzo di tutte queste scelte, comunque, non manca l’aspetto umano, in quanto ogni percorso che intraprendi ti permette anche di migliorare le tue relazioni personali con chi hai intorno, magari facendo scoccare qualche interessante scintilla verso quel collaboratore o cavaliere con cui vorresti legare di più.

Tecnicismi

La grafica per me è stata il punto forte del gioco. I disegni 2D sono molto belli e curati e sembrano dinamici anche in assenza di vere e proprie animazioni. I colori, inoltre, sono eccezionali, poiché sono scelti per contraddistinguere i personaggi in base alle loro inclinazioni caratteriali o allo stereotipo che dovrebbero rappresentare. Anche la mappa è molto bella e l’ambientazione ha una profondità inaspettata, non è solo uno sfondo PNG sfumato. L’interfaccia grafica è abbondante ma sorprendentemente semplice anche per me che mi perdo quando vedo troppi dettagli. Anche il reparto sonoro fa il suo senza essere eccessivo, la musica è molto carina e ci sono prompt uditivi che ho trovato utili.

In conclusione

Sovereign Tower è un gioco che consiglio, mi è piaciuto più di altri simulatori di sovrano. La storia e i dialoghi sono sufficientemente lunghi e intricati, ma non al punto da risultare pesanti e noiosi, e da skippatrice professionista di testi posso dire di non aver sentito la necessità di scorrere in fretta per sbrigarmi. Anche le scelte sono carine, anche se chiaramente non c’è da aspettarsi colpi di scena incredibili, sono abbastanza in linea con altri titoli di questo tipo. I personaggi sono vari e ben caratterizzati, anche se, anche in questo caso, devo ammettere che non brillano sempre per originalità ma sono abbastanza stereotipati o, comunque, non troppo pazzi.

Lo consiglio?

Assolutamente sì, è un gioco bello da vedere e divertente da giocare, anche se chiaramente non è sufficiente mandare a occhi chiusi i cavalieri in giro ma devi essere disposto a leggere un pochino per poter fare le scelte giuste per il percorso che vuoi seguire.

Per la Torre!