
Prepara lo zaino… si sale!
Il concept è semplice: siete su un’isola che cambia ogni giorno, dovete sopravvivere e scalare. La modalità è roguelike: ogni run ha spawn di oggetti diversi. Il vostro obiettivo è raggiungere il PEAK, ovvero la cima.
Si parte con poco: qualche oggetto trovato in giro, tre slot base più uno zaino piccolo. Ma attenzione: ogni grammo conta. Più siete pesanti, più cala la stamina. Più cala la stamina… più la caduta è dietro l’angolo.
Gli oggetti? Cibi che possono aiutare o avvelenare (mai fidarsi di un fungo o di un frutto troppo colorato). Energy drink che ti danno la botta di energia per quella presa impossibile… seguita da un bel crollo di stamina. E poi corde, lancia catene, stufe da campo e ogni genere di aggeggio utile per sopravvivere a freddo, fame, stanchezza… e alle vostre scelte strategiche non sempre brillanti.
Ah sì: e ogni tanto potrete anche tendere la mano agli amici per salvarli. Sempre che vogliate farlo.
Gameplay: semplice, profondo, sadico
Il gameplay è immediato: sali, gestisci stamina e risorse, non morire. Ma sotto la superficie si nasconde una piccola curva di apprendimento: imparare quando riposare, come bilanciare il peso, cosa portarsi dietro e, dettaglio non banale, su che tipo di superficie mettere le mani.
L’arrampicata è soddisfacente e punitiva: quando ti manca giusto quel millimetro e la stamina ti molla, la bestemmia è dietro l’angolo. Ma almeno non precipiti. Forse.
La parte survival è basilare ma funziona: fame e stamina vi tengono sempre all’erta. Il crafting non c’è, ma non se ne sente la mancanza. In compenso, la gestione dell’inventario è cruciale e vi ritroverete spesso a pensare: “Mi tengo più leggero… o rischio di portarmi dietro quella lattina in più e finire stremato a metà parete?”

Un mondo che cambia (e a volte ti uccide)
Ogni 24 ore, l’isola cambia: i percorsi e gli ostacoli si rigenerano, offrendo sempre nuove sfide. I biomi invece sono fissi e si susseguono sempre nello stesso ordine man mano che salite e raggiungete nuove vette.
Ciò che cambia davvero da una run all’altra sono gli oggetti sparsi per l’isola: cibo, equipaggiamenti, risorse utili o… fatali. Ogni deviazione può portarvi a un ottimo bottino o a una fine lenta e avvelenata. La rigiocabilità? Garantita, con il giusto mix di esplorazione e rischio calcolato.
Grafica: cartoonesco e adorabile
Visivamente, PEAK è coloratissimo e volutamente cartoon: i personaggi sono mini omini-caricatura, con teste grandi, corpi tozzi e movenze goffe (e molto buffe). Un’idea che funziona benissimo: trasmette subito il tono leggero del gioco.
Potrete personalizzare il vostro alter ego con cappelli, vestiti e altri oggetti cosmetici. Perfetto per distinguersi nelle scalate di gruppo, o per farsi riconoscere mentre si urla “AIUTO!”
Qualche glitch qua e là durante le scalate (braccia contorte, cose divertenti), ma nulla di grave. Il gioco scalda un po’ più del dovuto, ma i dev hanno già promesso fix in arrivo.
Suoni e… trombe
Colonna sonora ed effetti sono più di contorno. Ma attenzione: fin dall’inizio trovate una tromba che potete usare. Teoricamente servirebbe per segnalarsi agli amici. In pratica diventa un’arma di distrazione di massa.
Provare per credere.

Momenti da raccontare
PEAK è nato per il multiplayer: ogni partita è fonte di situazioni esilaranti.
In una delle prime sessioni, mentre scalavamo in gruppo, mi urlano: “Occhio alla medusa!”. Tempo un secondo e… scivolone. Medusa in pieno. Avvelenamento. Urla. Risate.
Consigliato a chi:
- Vuole provare un “climbing-scout-survival-simulator” che non si prenda sul serio.
- Ama ridere in compagnia di amici mentre si arrampica su improbabili pareti.
- Cerca un roguelike rilassante e caotico allo stesso tempo.
Sconsigliato a chi:
- Odia meduse, arrampicate e amici.
- Non apprezza giochi un po’ pazzi, un po’ buggati, ma sempre divertenti.
Il mio pensiero finale
PEAK è un progetto fresco, allegro e divertente. Non punta al realismo, ma all’intrattenimento: e ci riesce alla grande.
Perfetto per un gruppo di amici che vuole scalare, cadere, ridere e ricominciare. E in più… si parte da un aeroporto-lobby con passaporto personalizzabile, si fa il check-in e si precipita. Più spirito roguelike di così…
