
Panic Delivery si presenta come l’opportunità lavorativa definitiva per chiunque abbia sempre sognato di fare il corriere in un mondo distopico governato da mostri grotteschi, ma con una piccola clausola contrattuale: la vostra mortalità è solo un dettaglio burocratico. Questo horror comedy cooperativo, partorito da menti creative italiane, ci lancia in un vortice di consegne impossibili e contrabbando per conto di entità tutt’altro che amichevoli, dove l’unica cosa più fragile del pacco che trasportate è la vostra sanità mentale. All’inizio l’esperienza può risultare decisamente alienante, quasi spiazzante nella sua follia, ma una volta superato l’impatto iniziale ci si ritrova tra le mani un titolo sorprendentemente solido e capace di generare una dipendenza malsana, tipica di quei lavori che odi ma che non riesci a smettere di fare.
L’Impiego a vita e a morte
La politica aziendale di questo splendido incubo distopico è chiara: l’efficienza prima di tutto, anche a costo della vita. Il gioco introduce un avanzatissimo programma di clonazione che garantisce a ogni team un totale di 99 vite condivise; una trovata geniale che trasforma la morte da tragedia a semplice intoppo logistico. Quando un corriere tira le cuoia, un nuovo clone viene attivato istantaneamente per riprendere il duro lavoro, rendendo ogni sacrificio un freddo calcolo statistico. Sebbene il fallimento totale comporti un azzeramento dei progressi, l’azienda è magnanima e permette di mantenere tutti i cosmetici e il “boujee swag” accumulati, assicurando che, anche se morite miseramente, possiate farlo con stile. Questo sistema crea un bilanciamento tra lavoro e vita privata che solo una corporazione folle potrebbe concepire, spingendo i giocatori a rischiare l’osso del collo per ottenere gli Speetchy necessari ad acquistare armi e strumenti di difesa. È un ciclo di feedback brutale ma incredibilmente soddisfacente, dove la progressione non è data solo dai pacchi consegnati, ma dalla capacità di trasformare la propria morte in un vantaggio tattico o, più spesso, in una grassa risata collettiva. L’atmosfera è un mix micidiale tra cazzeggio puro e brivido creepy, capace di passare dal relax totale al panico assoluto in un secondo, rimescolando idee già viste in una formula che vanta uno stile proprio e riconoscibile.
Corrieri, mostri e altre piacevolezze: Quando il tracking segna ‘Divorato’
Il vero cuore di Panic Delivery risiede nella sua capacità di trasformare una semplice consegna in un’epopea di caos e urla in chat vocale. Le rotte operative spaziano da case infestate a gelide basi antartiche, ognuna ricca di sfide uniche e nuovi modi creativi per finire all’altro mondo. Ma il vero ostacolo non è il terreno, bensì i “mostri del quartiere”: creature uniche con personalità e preferenze specifiche che non vedono l’ora di interagire con voi, solitamente cercando di mangiarvi. La varietà degli scenari e l’imprevedibilità degli incontri rendono ogni partita un’esperienza fresca, dove il coordinamento del team viene messo a dura prova tra chi cerca di orientarsi con una mappa e chi, preso dal panico, decide di guidare i compagni verso una morte certa agitando un pollo di gomma. Portare pacchi mentre si cerca di sopravvivere crea situazioni paradossali; è quel tipo di gioco dove l’adrenalina scorre a fiumi mentre si discute ferocemente su chi avesse l’ultimo pacco o dove sia finito il compagno che avrebbe dovuto coprire le spalle. Anche in modalità single player il titolo mantiene una sua dignità, ma è in cooperativa fino a 4 giocatori che esplode davvero, diventando la causa principale di amicizie rovinate e serate passate a ridere fino alle lacrime tra una morte comica e un salto sulla sedia per la tensione.

Bulloni allentati e porte assassine
Nonostante il carisma indiscutibile, Panic Delivery deve fare i conti con la realtà di un accesso anticipato che presenta ancora diversi spigoli da smussare. Il problema tecnico più esilarante e al contempo frustrante è senza dubbio la porta del dirigibile: una vera e propria trappola mortale capace di fare un “insta-kill” al minimo sfioramento, dimostrandosi più letale di qualunque mostro tentacolare. Inoltre, il sistema di rete mostra il fianco in alcune sessioni multiplayer, con fenomeni di “snapping” che trascinano i giocatori in giro per la mappa contro la loro volontà, rendendo i controlli a tratti scomodi. Manca ancora un sistema di reanimazione che permetta di soccorrere i compagni sul campo, una mancanza che si fa sentire dato che la maggior parte dei nemici elimina i corrieri con un colpo solo. Dal punto di vista delle prestazioni, il gioco brilla per un framerate granitico a 60 fps, eccellendo anche su dispositivi handheld come Steam Deck, sebbene l’ottimizzazione della CPU su PC richieda ancora qualche intervento correttivo per evitare picchi di calore improvvisi. Anche la gestione dei volumi audio fa le bizze, ignorando talvolta i settaggi individuali. Eppure la cura per i dettagli, il design accattivante e la quantità di easter egg sparsi per il mondo di gioco lasciano presagire un futuro brillante per questo progetto. Se gli sviluppatori continueranno a rifinire il codice e ad aggiungere contenuti, ci troveremo di fronte a una vera gemma del genere cooperativo.
