
Nani, birra e sassi: con una combinazione del genere, che cosa potrebbe mai andare storto? In realtà, parecchie cose, essendo coinvolta la realtà virtuale, che tende sempre ad aggiungere quel tocco di stranezza in grado di trasformare anche la situazione più semplice in caos. Ma niente paura, armiamoci di pazienza, di una pala e di una birra e andiamo a lavorare!
Un piccone leggendario
Oh, la leggenda del grande Thorm, il mitico re dei nani, morto da eroe durante la guerra contro i draghi! Chi non ha mai sentito parlare di lui e di Glimmerfang, il suo leggendario piccone andato perduto, ma che si mormora essere nella sua tomba in mezzo al nulla delle rovine naniche? Beh, certamente la conosci anche tu, piccolo gnomo armato di asc…. Volevo dire simpatico nano armato di pala, visto che decidi di partire in questa avventura sotterranea e scavare verso le profondità della terra per recuperare il mitico strumento delle leggende.
L’obbiettivo del gioco è scavare, scavare e scavare e, nel percorso che ti crei, sperare di trovare un gran numero di monete, minerali e pietre da rivendere per fare soldi, grazie ai quali puoi comprare vari upgrade che rendono la discesa sempre più agevole e soddisfacente. Ci sono anche oggetti di interesse nel percorso verso il fondo, che non solo arricchiscono il portafogli, ma aggiungono sfumature alla lore del mondo. E più ti spingi nelle profondità, più ricco e famoso diventi: non passerà molto prima che altri nani vengano a farti visita, curiosi di vedere come procedono gli scavi.
Lo scavare, ovviamente, ha i suoi rischi: colpire la terra sicuramente stanca e ritornare in superficie arrampicandosi potrebbe prosciugarti le forze fino allo svenimento. Per fortuna la birra viene in tuo soccorso, con una meccanica molto simpatica con cui scolare una pinta ti rimette in forza e ti riempie la barra della stamina. Il problema è che, soprattutto all’inizio, questa energia dura pochissimo, mentre l’inventario ridotto costringe a un continuo saliscendi verso la superficie che diventa presto estenuante. Per fortuna non c’è il danno da caduta e ad un certo punto puoi sbloccare il rampino: questi vantaggi, quanto meno, tagliano di molto i tempi di discesa e risalita.
Insomma, un lavoro che richiede pazienza e di fatica, ma che potrebbe anche portare a un finale che vale il viaggio.

Tecnicismi
La grafica è poligonale e piuttosto essenziale, ma per un gioco di questo tipo funziona bene, contribuisce a dare carattere agli ambienti “minerari” e rende l’esperienza visiva coerente e piacevole senza bisogno di essere troppo complessa.
Il reparto audio ha il suo perché: ci sono piccoli indizi sonori che ti aiutano a individuare oggetti di interesse e a capire dove dirigerti, mentre il protagonista fornisce indicazioni vocali utili per orientarti nel caos del tunnel molto casereccio. Anche la musica è carina si adatta alla profondità e al contesto in cui ti trovi.
Personalmente, l’unico bug “fastidioso” che ho riscontrato è stato nella scelta della lingua italiana, che a tutti gli effetti sembrava non esserci e aveva rotto tutti i testi del gioco; per fortuna, riportando l’opzione all’inglese il problema si è sistemato.
In conclusione
Che dire di Only DWARVES DIG Proper HOLES? È stato carino ma non mi ha lasciato granché dopo averlo giocato. A parte qualche dettaglio curioso e simpatico e il fatto che sia giocabile in VR, non l’ho trovato molto originale rispetto a titoli simili basati sullo scavare nel terreno. I nani risultano simpatici in quanto tali, ma non offrono nient’altro. A parte lo scopo finale di raggiungere la tomba sotterranea, non c’è nessuna missione secondaria, né obiettivi aggiuntivi che spingano a dare di più, è solo un pigro andare avanti.
Inoltre, personalmente penso che il VR, con le sensazioni diverse che dà rispetto a un monitor normale, lo renda leggermente claustrofobico e potrebbe non essere ideale per tutti.
Lo consiglio? Sì, se ti piace la realtà virtuale e ti diverte scavare in maniera rilassata, senza doverti sforzare troppo se non per ricordarti di bere la birra.
