Quanto può essere scomoda la verità per meritare la censura?

VILE: Exhumed è un gioco horror senza mostri né jumpscare. Solo un vecchio computer, file corrotti, conversazioni invadenti e immagini disturbanti. Non ci sono atti sessuali, ma c’è qualcosa di più difficile da digerire: un racconto personale fatto di ossessione, abuso e trauma.

Pubblicato su Steam, è rimasto online appena qualche ora prima di essere rimosso. Il motivo ufficiale? “Atti sessuali con persone reali.”
Ma nel gioco non c’è nulla del genere. Solo rappresentazioni forti, volutamente scomode, pensate per far riflettere non per scioccare.
E forse è proprio questo il problema: VILE: Exhumed non si nasconde dietro la finzione. Dice la verità, e lo fa senza chiedere il permesso.

Un horror senza finzione

Sviluppato da Cara Cadaver (Final Girl Games) e pubblicato da DreadXP, VILE: Exhumed è un’esperienza narrativa interattiva in cui il giocatore esplora i resti digitali della vita di Candy Corpse, un’attrice del cinema per adulti misteriosamente scomparsa.
Non si tratta di un’indagine classica, né di un thriller erotico. Il gioco ti mette letteralmente davanti al desktop di un estraneo, tra immagini distorte, email conservate, forum ossessivi e conversazioni degradanti.

L’orrore è sottile ma persistente: è l’invasione tossica della vita di una donna da parte di chi crede di averne diritto. È la rappresentazione di una cultura digitale che trasforma le persone in proprietà, e la vulnerabilità in intrattenimento.

Cara Cadaver non ha cercato scorciatoie narrative: ha scelto un linguaggio diretto, autobiografico, crudo. Non ha nascosto il disagio dietro simbolismi o allegorie. VILE: Exhumed è un horror “spogliato della metafora”, come lo ha definito anche VICE. E per questo è diventato un problema.

Il ban di Steam: la verità dà fastidio

Il 22 luglio 2025 il gioco viene pubblicato ufficialmente su Steam, dopo aver superato il processo di revisione. Costa meno di un caffè, 1,99 €. Ma nel giro di due ore, la pagina scompare.
Valve comunica al team che VILE: Exhumed è stato rimosso per “raffigurazioni di atti sessuali con persone reali”.

Chi ha visto il gioco o ne ha letto la descrizione sa che è una menzogna.

“Non c’è pornografia in VILE. Non c’è nudità. Non c’è sesso. Ci sono solo traumi. Ci sono ricordi. C’è la verità. Ed è proprio questo il problema.”
Cara Cadaver, intervistata da VICE

Il problema non era il contenuto. Era il contesto.

Non è difficile trovare su Steam giochi con contenuti sessuali ben più espliciti, oppure con violenza estrema presentata come puro intrattenimento. Ma quando la violenza è reale, allora diventa “troppo”. Allora bisogna cancellarla.

La risposta: shareware, licenza libera e beneficenza

Nel giro di poche ore, DreadXP e Cara Cadaver rilasciano ufficialmente il gioco in formato gratuito sul proprio sito. Ma non si limitano a renderlo disponibile: scelgono di distribuirlo con una licenza Creative Commons BY-NC-ND 4.0, permettendo a chiunque di giocarlo, archiviarlo e condividerlo, a patto che non venga modificato o venduto.

Una mossa che va contro le logiche tradizionali dell’industria videoludica e che trasforma la rimozione in un gesto di resistenza.

Oltre alla pubblicazione libera, DreadXP e Cara Cadaver attivano una campagna di raccolta fondi: il 100% delle donazioni andrà al Red Door Family Shelter di Toronto, che fornisce assistenza a donne e bambini in fuga da situazioni di abuso.

Nella stessa pagina, il team invita apertamente il pubblico a rispettare la natura del gioco:

“Non affrontate questo gioco con lo sguardo morboso di chi cerca solo il trauma o la morbosità. Affrontatelo con rispetto, attenzione e apertura.”

Non è solo un disclaimer, ma un invito ad avvicinarsi al medium con consapevolezza. VILE: Exhumed non vuole shockare. Vuole che tu ascolti.

Il valore di un gioco che non vuole piacere a tutti

Quello di VILE: Exhumed non è un caso isolato. Ma è emblematico. Rappresenta l’ennesimo episodio in cui una voce marginale viene silenziata perché troppo reale, troppo diretta, troppo femminile, troppo difficile da “gestire”.

Il paradosso è evidente: su Steam è possibile trovare giochi con contenuti sessuali espliciti, violenza insensata, torture estetizzate. Ma raccontare una storia vera di dolore, di controllo, di sopraffazione anche solo in forma astratta diventa “inappropriato”.

Il problema non è il contenuto. Il problema è la sua autenticità.

In un momento storico in cui si parla sempre di più di inclusione, di trauma, di salute mentale, VILE: Exhumed si presenta come un’opera scomoda, ma necessaria. Un “trauma game” che non cerca empatia facile.

Dove scaricare Vile: Exhumed e perché farlo

Puoi scaricare gratuitamente VILE: Exhumed e leggere la dichiarazione completa di Cara Cadaver e DreadXP a questo indirizzo:
https://dreadxp.com/vile-is-banned/

Giocarlo oggi non è solo un’esperienza videoludica: è un atto di rispetto verso chi ha scelto di condividere una parte dolorosa di sé, in un medium che troppo spesso preferisce restare in superficie.

Se vuoi sostenere la causa, puoi anche fare una donazione attraverso il sito: il 100% dei ricavati andrà al Red Door Family Shelter, un rifugio canadese che offre protezione a donne e bambini vittime di violenza domestica.