Gli horror sono pieni di protagonisti pronti a correre, sparare e spaccare porte a calci. SHOCK invece parte da un’idea radicalmente diversa: sei Jack River, un veterano di guerra che ha perso entrambe le gambe, intrappolato in un parcheggio sotterraneo abbandonato, con nient’altro che una sedia a rotelle e una creatura cybernetica che ti bracca senza sosta. Non c’è spazio per l’eroismo classico: qui la sopravvivenza è una faccenda lenta, silenziosa e terribilmente vulnerabile.
Una claustrofobia digitale
Ti ritrovi intrappolato nei confini bui e claustrofobici di un parcheggio sotterraneo deserto, un ambiente che già di suo evoca echi metallici e la sensazione che dietro ogni angolo ci sia qualcosa in attesa. È la scelta perfetta per un horror psicologico, perché l’ambientazione diventa una trappola mentale prima ancora che fisica. E poi c’è lui: il mostro, un abominio cibernetico costruito dall’uomo che non smette mai di cercarti. Nessun posto è davvero sicuro, e ogni passo delle ruote sulla pavimentazione ti ricorda che non puoi scappare correndo.

Sopravvivere senza correre
La peculiarità di SHOCK è tutta nel suo protagonista. Jack può muoversi in carrozzina, sfruttando la mobilità limitata per esplorare e aggirare i pericoli, ma ci sono momenti in cui bisogna abbandonarla per strisciare negli spazi stretti, infilarsi in condotti o risolvere puzzle ambientali. È un design che mette costantemente in primo piano la vulnerabilità del personaggio, trasformandola in tensione ludica.
Niente fucili a pompa o mazze chiodate: l’arsenale è fatto di mattoni da lanciare per distrarre, angoli bui in cui rintanarsi e la speranza che la creatura non ti veda.
Puzzle, stealth e terrore
Ogni incontro con il mostro è una danza di strategia e panico. Sta a te creare diversivi, sfruttare i rumori, osservare i pattern del nemico e decidere se avanzare di nascosto o aspettare il momento giusto. Nel frattempo, una serie di enigmi ambientali mantiene viva la sfida e impedisce che il gameplay si riduca a un semplice “nasconditi e spera”.
Il risultato è un horror che non punta a spaventarti con il jump scare a sorpresa, ma con l’idea costante che il tuo corpo non sia pronto a sopravvivere a lungo.
Un progetto indipendente da tenere d’occhio
SHOCK è sviluppato in Unreal Engine 5 dal minuscolo team spagnolo Hero’s Punch, composto da soli due sviluppatori che si stanno facendo notare anche grazie alla presenza al Horror Game Awards. Nonostante sia un debutto, l’idea è chiara: offrire un’esperienza survival horror che faccia tremare non tanto per quello che vedi, ma per quello che non puoi fare.
Il gioco è previsto per fine 2025, ma già dal Next Fest di ottobre potremo farci un’idea più concreta. Per ora, il consiglio è semplice: segnalo in wishlist e tieni d’occhio i canali ufficiali, perché SHOCK potrebbe essere una delle esperienze più disturbanti del panorama indie.
SHOCK è in arrivo entro la fine del 2025 su PC. Preparati a entrare in un parcheggio da cui non tutti escono.
