
1666: Amsterdam è l’attesa avventura d’azione firmata da Panache Digital Games, uno studio di sviluppo indipendente fondato da Patrice Désilets, direttore creativo di Prince of Persia: The Sands of Time e Assassin’s Creed, finalmente uscita il 25 agosto 2026 in accesso anticipato. Immergiamoci subito nel mondo della magia dei Paesi Bassi del diciassettesimo secolo, dove la superstizione trova fondamento in una realtà più oscura di quanto potremmo pensare, e seguiamo la storia di Noa, la Collezionista, alla ricerca del potere.
A cavallo fra due epoche
L’incipit di questo titolo, che funge anche da tutorial, è intrigante e inquietante: senza presentazione alcuna, ci caliamo nei panni di Noa, la protagonista, che si trasforma repentinamente da una ragazza con un classico vestito modesto a una mistica figura che fluttua verso una radura in una foresta, dove lo sfuggente popolo dei Zaindaris sta conducendo un rituale pagano. Tramite l’uso del sangue e di una oscura magia, contribuiamo a portare a termine questo rito e accogliamo un famiglio fra le nostre braccia, solo per poi essere interrotti da un salto nel futuro.
All’improvviso, infatti, ci ritroviamo nel mondo moderno, dove Clio, figlia di un professore universitario di storia, raggiunge un collega del padre per farsi aiutare a tradurre una lettera lasciatale proprio da lui senza ulteriori istruzioni se non decifrarla. Aiutata, quindi, dal Professor Lucas, Clio trova un modo di ricostruire il linguaggio perduto della lettera e si immerge nei ricordi del padre, che le racconta del suo amore con la madre che lo ha fatto trovare invischiato in un mondo oscuro che non credeva esistere.
La storia è perlopiù ambientata nel passato, dove seguiamo l’avventura di Noa e del suo Bateratze, una specie di gatto famiglio, mentre sconfiggono le superstizioni e i mostri e sviluppano il loro rapporto con la magia. Noa, è infatti la cosiddetta Collezionista, ovvero una prescelta cresciuta dal popolo degli Zaindaris per ripristinare l’equilibrio della magia, divisa fra la Lux, l’energia positiva con cui può interagire con il mondo circostante, e la Nux, un’energia oscura più offensiva.
Essendo in early access, non è ancora possibile godere di tutte le sfumature e degli intrecci della trama, ma nella road map con i prossimi aggiornamenti sono promessi nuove mappe, ulteriori oggetti e soprattutto missioni aggiuntive che ci permetteranno di proseguire con questa intrigante storia dall’atmosfera dark.
Gameplay e Tecnicismi
Il gameplay in terza persona è abbastanza lineare e non troppo complesso: esplora, affronta i nemici e scopri chi sono i catalizzatori del Nux, per affrontarli e reimpossessarti del loro potere.
Guidiamo la protagonista fra le case e nei dintorni della vecchia Amsterdam, per osservarne tutti i dettagli e raccogliere tutti gli indizi possibili, con l’obiettivo di rivelare i suoi segreti grazie al favore delle tenebre. La magia e il tuo Bateratze ovviamente ti sono da supporto: usa la Lux per interagire con le luci e con l’ambiente per aiutarti nelle esplorazioni e nell’individuazione di oggetti e indizi; con la Nux potrai potenziarti durante i combattimenti e sfruttare le abilità che ti concede per prevalere sui nemici; non da meno è l’aiuto che può fornirti il Bateratze, che pur sembrando un semplice gatto ha più armi a sua disposizione di quanto si possa pensare, fra abilità acrobatiche, logiche e magiche, come la possessione delle menti deboli che possono essere da sussidio nei momenti più disperati.
I combattimenti ricordano un po’ lo stile di Assassin’s Creed, con un parco di mosse non particolarmente ampio e gli avversari che ti attaccano quasi a turni, ma non sono questi il fulcro di questo titolo, che anzi si impegna a raccontare una storia attraverso gli occhi e con la voce di Aaron, che vuole lasciare a sua figlia Clio un’eredità mistica e storica da tramandare ai posteri. In ogni caso, più vai avanti nel percorso, più abilità e oggetti si sbloccano e puoi scegliere quali usare per continuare ad affrontare la tua avventura.
Graficamente il gioco si presenta bene, con la sua grafica realistica e i suoi personaggi dai volti, costumi e animazioni dettagliati e accurati; gli ambienti ricchi di dettagli e un po’ cupi aiutano a mantenere l’atmosfera. Anche il reparto sonoro è ricco di effetti sonori e di musica e canzoni quasi inaspettate per un titolo come questo. Il gioco è doppiato interamente in inglese, ma sono disponibili le traduzioni pressoché complete della UI e dei sottotitoli in varie lingue, compreso l’italiano.
In conclusione
1666: Amsterdam è un’esperienza narrativa che può far gola a quei giocatori che apprezzano una storia fantasy e dark horror: non è incentrata esclusivamente sui combattimenti o sulla risoluzione di enigmi difficili, ma sfrutta elementi di entrambi per irrobustire la narrazione.
Al momento risulta disponibile solo la versione per PC: gli sviluppatori hanno, infatti, deciso di attendere il completamento dell’opera per gestire al meglio il tutto prima di lanciare il titolo anche sulle console; bisognerà, quindi, attendere l’annuncio della 1.0 per avere anche una data di uscita per le varie altre piattaforme.
