
Benvenuti nel sottobosco del noir, dove il fumo delle sigarette è sostituito dal profumo di ghiande e i detective hanno la coda folta. In No Stone Unturned vestiamo i panni, o meglio il cappotto sgualcito, di Detective Cox, uno scoiattolo con amnesia che si ritrova a dover risolvere il mistero di un pollo morto. La premessa è deliziosamente assurda: una sorta di febbre satirica che mescola fiabe classiche e storie per bambini con un tocco oscuro e distorto. Ci troviamo in un villaggio sull’orlo della rovina, popolato da animali in crisi che cercano di sopravvivere in una civiltà che sembra stia per crollare. Se amate i vecchi punta e clicca, l’atmosfera vi catturerà immediatamente, trascinandovi in un mondo dove la domanda “è nato prima l’uovo o la gallina?” assume improvvisamente dei connotati legali e sanguinolenti.
L’arte di prendersela comoda (pure troppo)
Se c’è una cosa che Detective Cox non ha, oltre alla memoria, è la fretta. Il problema è che, purtroppo, non ce l’ha nemmeno il gioco. Nonostante la scrittura sia brillante e le battute colpiscano come un martello pneumatico, il ritmo è afflitto da una lentezza che definirei quasi esistenziale. Ci troviamo di fronte a un titolo estremamente denso di narrazione e dialoghi, il che sarebbe un pregio se non fosse che molti di questi non sono saltabili. Il doppiaggio è indubbiamente eccellente, un vero tocco di classe che dà vita a ogni singolo personaggio del villaggio, persino con sussurri e grida di sottofondo che arricchiscono l’immersione. Tuttavia, essere costretti ad ascoltare ogni singola sillaba per minuti infiniti, senza poter accelerare il testo, trasforma quella che dovrebbe essere una piacevole chiacchierata noir in un test di pazienza degno di un monaco tibetano. Questa scelta, che probabilmente vorrebbe valorizzare l’enorme lavoro di voice acting, finisce per ritorcersi contro l’esperienza stessa: anche il miglior attore del mondo diventa tedioso se ti impedisce di giocare alla tua velocità. È un peccato, perché il mondo di Orchard Under Hill è ricco di dettagli, ma la progressione sembra costantemente rallentata da un freno a mano tirato che rende l’avventura più lenta di quanto il genere richiederebbe.
Pennellate di Noir e Pixel di Zucchero
Dal punto di vista puramente estetico, No Stone Unturned è un piccolo gioiello di dedizione e amore artigianale. La fusione tra pixel art e cutscene animate in 2D interamente disegnate a mano crea un contrasto visivo che non annoia mai. I colori sono scelti con cura per rendere il mondo vivo, nonostante la tematica della rovina imminente, e il design degli abitanti animali è tanto carino quanto inquietante nelle sue sfumature dark. Anche il comparto sonoro fa la sua parte in modo magistrale: la colonna sonora originale di Charlie Persson, con le sue melodie jazz e i numeri musicali improvvisi, crea assolutamente unica nel suo genere. C’è una passione evidente in ogni angolo del villaggio, dalla gestione dei riflessi ai dettagli più piccoli del design ambientale. Non mancano però le ruvidezze tipiche di un accesso anticipato: sono stati segnalati sprite che non scompaiono in tempo, problemi di layering delle immagini e qualche bug che può costringere a ricaricare il salvataggio. Nonostante supporti risoluzioni fino a 2560×1440 e il formato 21:9, l’assenza di opzioni fondamentali come la corsa permanente o il supporto completo ai controller rende il movimento talvolta goffo, specialmente per chi non usa una tastiera QWERTY. È un mondo bellissimo da vedere, ma ancora un po’ scomodo da abitare.

Rompicapo per scoiattoli distratti
Il cuore pulsante dell’indagine non risiede nei classici enigmi logici che ci si aspetterebbe da uno Sherlock Holmes, ma in una miriade di mini-giochi variopinti. Detective Cox risolve i casi analizzando scene del crimine e interrogando i sospettati attraverso puzzle che spaziano dalle deduzioni disegnate a mano a inseguimenti che mettono alla prova i riflessi. Sebbene questa varietà sia rinfrescante e imprevedibile, la realtà è che la maggior parte di queste sfide ha una difficoltà praticamente nulla. Se cercate un gioco dove spremere le meningi per collegare indizi e smascherare il colpevole con il puro intuito, potreste rimanere delusi: qui l’esperienza è guidata e prioritizza la narrazione, portandovi alla conclusione quasi per inerzia. Alcuni segmenti, come il mini-gioco di boxe ispirato a Punch-Out, rompono bruscamente la fluidità e possono risultare frustranti a causa di controlli non sempre intuitivi o di picchi di difficoltà isolati. In generale, si percepisce che il gioco vuole più “farvi partecipare” alla storia che mettervi davvero alla prova. L’aggiunta di collezionabili come le pietre da scovare aggiunge un po’ di pepe all’esplorazione, ma non basta a nascondere una struttura ludica forse troppo semplificata per chi mastica pane e avventure grafiche da decenni.
Un’indagine col freno a mano tirato: quando il Noir va in letargo
In definitiva, No Stone Unturned è quel classico progetto che sprizza amore da ogni pixel, ma che sembra essersi dimenticato che il tempo del giocatore è una risorsa preziosa. Se siete disposti a chiudere un occhio su una narrazione che procede a passo di lumaca (o meglio, di scoiattolo) e su dialoghi che vi terranno ostaggio più di quanto vorreste, troverete un’avventura visivamente deliziosa e scritta con un’ironia tagliente. È un titolo che vive di forti contrasti: una direzione artistica da applausi e un doppiaggio di alto livello si scontrano con mini-giochi fin troppo elementari e una gestione dei ritmi che mette a dura prova la pazienza. Al momento è un’esperienza perfetta per chi cerca un’atmosfera noir scanzonata senza pretese di sfida estrema, in attesa che gli sviluppatori smussino quegli spigoli tecnici e di pacing che rendono la navigazione ancora un po’ troppo macchinosa. Un sei incoraggiante: il potenziale per lasciare il segno c’è, ma per ora la lentezza del caso rischia di far assopire il detective.
