Benvenuto al museo, dove essere l’addetto alla sicurezza notturna è più difficile del previsto: ricorda codici, controlla che non succeda nulla nelle stanze e spera che nessuno interferisca con gli artefatti o con te. Il mix fra I’m on Observation Duty e Welcome to the game che non ti aspettavi di volere.

Un nuovo lavoro

Sei l’addetto alla sicurezza notturna di un museo, ma non fai neanche in tempo ad entrare che un uomo mascherato ti aggredisce senza che si capisca perché. Dopo averti lasciato a terra dolorante, parlando di un qualcosa che fa intuire un passato non ben chiaro fra di voi, se ne va attraverso una porta comparsa dal nulla, tipo gli armadi di Monsters & co., ma tu, quasi ignorando questa esperienza traumatica, nonché alcune allucinazioni, entri finalmente nel museo borbottando frasi criptiche. All’interno, ti siedi al pc della sala della sicurezza e inizi a leggere diversi messaggi dal tuo capo e dai colleghi, con cui finalmente apprendi i tuoi compiti per la notte: inserisci codici per chiudere la porta della tua stanza o per aprire il garage ai corrieri, mentre controlli le telecamere e segnali eventuali anomalie. Ricevi anche delle richieste dall’enigmatico Mr. D, che forse è un po’ troppo losco con le sue maniere, ma a cui non puoi dire no perché le sue minacce non sono il massimo. Tutte queste attività, ovviamente, mica vanno lisce, poiché ci saranno eventi strani con cui dovrai avere a che fare, sperando di sopravvivere. Un po’ di stress non ha mai ucciso nessuno però, dai… vero?

Gameplay e tecnicismi

L’ambientazione nel museo per questa tipologia di gioco è ben riuscita, sia per quanto riguarda la trama, sia per il gameplay: le luci soffuse e le stanze ampie e piene di oggetti sono il posto ideale dove cercare anomalie e dettagli e il rapporto fra l’addetto alla sicurezza e le figure misteriose che lo contattano in qualche modo sembrano quasi naturali.

Chiaramente è un gioco che si basa sull’attenzione al dettaglio e sulla gestione delle attività sotto stress: gli oggetti e le stanze sono davvero tanti e variegati, bisogna avere davvero un occhio molto fine in alcuni casi; inoltre, ci sono i codici da inserire ogni tot di tempo e altre aree da raggiungere lasciando indietro il pc, e queste azioni mettono pressione, soprattutto perché potrebbero esserci eventi strani a distrarti o peggio.

La grafica e il sonoro fanno un buon lavoro nel creare un’atmosfera inquieta ma credibile. Le stanze sono costruite per essere osservate con attenzione e il design è molto ben curato. L’audio ambientale rafforza questa sensazione, con rumori lontani e passi che non sai mai se provengono da un evento scriptato o da qualcosa che hai davvero perso di vista nelle telecamere. I problemi arrivano quando si entra in modalità esplorazione in prima persona, perché i comandi risultano poco intuitivi e la gestione della stamina rende ogni spostamento più macchinoso. L’osservazione tramite telecamere, invece, è la parte più riuscita: muovere la visuale è fluido e naturale, ma il buio spesso rende difficile capire se è successo effettivamente qualcosa o se si tratta solo di una percezione sbagliata. Alcune anomalie scompaiono troppo rapidamente quando si cambia camera, e questo può creare confusione, specialmente nelle prime ore. Anche alcuni pericoli improvvisi collegati alle presenze ostili contribuiscono alla sensazione di tensione costante, ma a volte manca una vera possibilità di anticipare gli eventi, costringendoti a tentare la sorte più che a reagire con strategia.

In conclusione

Nel complesso mi è piaciuto, pur con qualche aspetto che potrebbe essere perfezionato. L’atmosfera funziona, la tensione cresce in modo costante e la notte nel museo riesce a tenerti sempre un po’ sul filo, anche quando il ritmo si abbassa. Alcune dinamiche, come il comportamento poco leggibile del collega ostile o la gestione rapida delle anomalie, richiedono ancora qualche affinamento, ma non tolgono valore all’esperienza. È un gioco adatto a chi ama osservare, restare vigile e muoversi tra piccole pressioni continue. Nonostante i limiti, lascia la curiosità di tornare per capire meglio cosa si nasconde dietro ogni stanza.