
Chi è cresciuto a pane e mostriciattoli tascabili lo sa bene: ogni volta che esce un nuovo Monster Collector, il paragone con Pokémon scatta in automatico. È un po’ la maledizione di chiunque cerchi di farsi spazio in questo genere. La nostra mente ha interiorizzato il “modello standard” e tutto il resto ci sembra, quasi per partito preso, un tentativo poco ispirato o un gradino sotto l’irraggiungibile originalità. Eppure, ogni tanto arriva quel titolo capace di prenderti alla sprovvista, di farti abbassare le difese e di dimostrarti che c’è tantissima vita oltre i soliti franchise. LumenTale: Memories of Trey è esattamente questo: una splendida boccata d’aria fresca orgogliosamente sviluppata in Italia. Creato dai talentuosi sviluppatori nostrani di Beehive Studios, questo videogioco non si accontenta di ricalcare la strada già battuta, ma decide di asfaltarne una propria. Preparatevi a mettere in discussione le vostre certezze, perché il viaggio di questo atipico protagonista nel magico mondo di Taléa potrebbe essere proprio l’esperienza che chiedevamo a gran voce da anni.

Un 2.5D che ruba l’occhio e 140 creature tutte da scoprire
Iniziamo togliendoci subito il dente del comparto estetico, che spesso rappresenta il biglietto da visita di ogni avventura. Come dicevo in apertura, è fisiologico approcciarsi a design inediti con un pizzico di scetticismo radicato nel tempo, ma il team di sviluppo italiano ha fatto un lavoro clamoroso che merita un plauso sincero e totale. Il gioco sfoggia una veste grafica in 2.5D che mescola magistralmente ambienti tridimensionali splendidi e incantevoli con personaggi e creature rigorosamente ricreati in pixel art. È un ibrido visivo che oggi gode di molta popolarità nel panorama indipendente, ma che qui è eseguito con una cura e una pulizia tecnica rarissime da trovare in produzioni simili. E le creature? Ci sono oltre 140 specie da scoprire, declinate in 13 elementi distintivi, tutte uniche, super colorate e animate con una passione tangibile. Nonostante la mia iniziale e consueta diffidenza verso mostriciattoli “nuovi”, devo ammettere che il character design buca letteralmente lo schermo e ha tantissimo carattere. Anche l’interfaccia a schermo, che nei primi minuti di gioco potrebbe sembrare un filo confusa o disorientante per la mole di informazioni, diventa ben presto un alleato comodo, funzionale e mai invasivo.
Finalmente una trama che non ci tratta da bambini
Arriviamo al vero, indiscutibile punto focale della produzione: la narrazione. Chi gioca ai classici del genere da una vita sa quanto sia frustrante sperare in storie più coraggiose ed essere costantemente respinti con copioni lineari e privi di mordente. LumenTale raccoglie questa frustrazione e la disintegra con una trama bellissima, profonda e per nulla scontata. Il mondo di Taléa ha un background affascinante, segnato dalle cicatrici di una sanguinosa guerra civile tra il Nord e il Sud della regione. Noi viviamo l’avventura nei panni di Trey, alla ricerca dei suoi ricordi perduti, supportato dall’ordine dei Lumen, nati per proteggere le persone dagli Animon. La vera scossa, per me che arrivo da decenni di dialoghi a senso unico, è stata scoprire il reale peso delle scelte. Le decisioni che prendiamo contano e hanno conseguenze tangibili. L’atmosfera è inevitabilmente più matura: gli Animon non sono solo simpatici collezionabili, ma entità potenzialmente mortali, capaci di scatenare tragedie immense se sfuggono al controllo. È il salto di qualità narrativo definitivo.
Oltre il semplice attacco: la strategia del 4v4
Sul fronte del combat system, il titolo prende le distanze dalla comfort zone tradizionale con una scelta molto precisa: le battaglie di punta si basano su un formato 4v4. Voglio essere trasparente: personalmente non ho mai amato nemmeno le lotte in doppio di Pokémon, e ho sempre preferito la pulizia e l’immediatezza del classico 1v1. Tuttavia, non si può negare il grande lavoro fatto dagli sviluppatori. Avere quattro Animon schierati contemporaneamente richiede di pensare intensamente prima di ogni singola mossa, trasformando le arene in rompicapi tattici in cui calcolare al millimetro le vulnerabilità dei 13 elementi disponibili. L’aggiunta di variabili come i punti SP e le mosse bonus dona un livello di profondità che i puristi della pianificazione apprezzeranno senza riserve. Chi cerca una vera sfida in cui sfruttare l’ingegno per ribaltare l’esito dello scontro troverà in questo combat system un terreno fertilissimo.
L’evoluzione delle basi segrete e dei vecchi Box
Un Monster Collector si regge anche sul ritmo tra una battaglia e l’altra, e in questo le attività secondarie di LumenTale non sono semplici riempitivi, ma meccaniche ben strutturate. Le Fontane sparse per il mondo fungono da perfetti punti di ristoro: non si limitano a farti riposare o salvare la partita, ma diventano aree in cui fare un picnic, cucinare manicaretti e craftare oggetti indispensabili per la squadra. La genialata assoluta, però, risponde al nome di Anispace. Immaginate l’amata (e mai più replicata) personalizzazione delle Basi Segrete di Rubino e Zaffiro, fusa però a un’utilità pratica pazzesca. Questo spazio, scollegato dal mondo noto, sostituisce i freddi e statici Box del PC: è un’area viva e personalizzabile in cui gli Animon catturati risiedono fisicamente, si allenano e si muovono liberi nell’ambiente. Dare finalmente una “casa” concreta alle proprie creature, potendo interagire con loro per creare un legame anziché relegarle a una griglia di dati invisibili, è un’idea di game design tanto semplice quanto rivoluzionaria per l’immersività.

Un nuovo standard per il genere
Valutare questo gioiello tutto italiano con un sonoro 9 non è solo strameritato, ma rappresenta un riconoscimento assolutamente doveroso verso il coraggio, il talento e la visione estremamente nitida degli sviluppatori. Non siamo assolutamente di fronte a un pallido tentativo di scimmiottare i mostri sacri del mercato che dominano le classifiche di vendita, bensì a un’opera autoriale che comprende perfettamente le lacune di un filone ormai troppo spesso cristallizzato sui soliti meccanismi stantii, decidendo coraggiosamente di riempirle con idee eccellenti e una tonnellata di passione.
Dal 2.5D curato minuziosamente in ogni minimo dettaglio, fino a meccaniche di gestione così brillanti come il rivoluzionario spazio personale dell’Anispace, tutto all’interno dell’esperienza di gioco scorre in modo armonioso e incredibilmente coeso. E la narrativa da sola vale decisamente il prezzo del biglietto: immergersi in una storia che non ha paura di toccare tematiche molto più adulte, mettendoti di fronte a scelte con conseguenze reali e a minacce che mettono a repentaglio l’intero mondo di gioco, è un sollievo che i veterani aspettavano letteralmente da decenni. Se siete in cerca di un’avventura che rispetti la vostra intelligenza e voglia offrirvi molto, molto più che la semplice spunta su un’enciclopedia di mostriciattoli, questo titolo fa senza ombra di dubbio al caso vostro. LumenTale prende la nostra nostalgia, la decostruisce e ce la restituisce sotto forma di un’avventura magistrale.
