
In un mondo di simulatori chill e simpatici, è arrivato Goblin Cleanup, perché le pulizie nei dungeon qualcuno le deve pur fare. Vesti i panni della cameriera o del cameriere dalle orecchie a punta, prepara lo scopettone e attento alle trappole: andiamo a sistemare il disastro lasciato alle spalle dagli eroi.
Un lavoro onesto
Maledetti avventurieri, pensano di esserci solo loro nei dungeon: vanno all’attacco, spaccano tutto per trovare tesori e poi lasciano un casino che la metà basta! Non è giusto, ma qualcuno deve pur fare il lavoro sporco e sei stato assunto tu per farlo, quindi fatti trovare pronto.
Ti trovi a vagare in un mondo di gioco tutto sommato semplice: ci sono cinque grossi dungeon, ognuno diviso in piani e ciascun piano ha un livello. Ogni livello, oltre a dover essere sistemato, ha delle missioni secondarie che permettono di sbloccare i piani successivi.
Armato di un forchettone e di una palla strana, ti avvii, quindi, verso il primo castello, dove ti aspettano una marea di pozze di sangue da pulire, pezzi di carne da smaltire e oggetti sparsi in giro da rimettere al loro posto. Occhio perché, se non fai attenzione (come me), quando finalmente inizi a capire come far funzionare tutto, lo scrigno strano dei rifiuti ti tira un morso e droppi, oltre alle bestemmie, anche tu sangue e carne, e dovrai pulire anche quelli.
Tutto sommato, non male per un primo giorno di lavoro, dai!
Gameplay
Il gameplay di per sé non è innovativo, scegli lo strumento adatto e pulisci o sistemi l’area, ma la modalità con cui lo fai è divertente. Lo scopettone? È un mostro di gelatina, a cui puoi anche dar fuoco per le macchie più difficili. Devi riparare oggetti? Usa la palla di mana, anche se regola bene la potenza o creerai un’arma che ti ferirà.
Certamente, neanche l’idea di pulire i dungeon è una novità, ma l’atmosfera fantasy è molto carina, con trappole e mostri da aggirare che danno un tono più sfizioso ad un simulatore che altrimenti non sarebbe risultato niente di eccezionale.
La lobby non mi ha entusiasmata, al momento della recensione non ho trovato interazioni interessanti o easter egg, e non è chiaro se ciò che non è ancora disponibile semplicemente si sblocca con livelli successivi o ancora non è stato ancora implementato nel gioco.
Un’altra pecca, a mio parere, è che, almeno nella parte iniziale dell’avventura, l’aumento del livello del personaggio non sembra essere particolarmente rilevante, se non per sbloccare cosmetici, e non ci sono statistiche o alberi delle abilità che possono cambiare la tua esperienza di gioco.
Per fortuna, comunque, tutto questo non altera tanto il divertimento, soprattutto grazie alle missioni secondarie in ogni livello, che ci danno la chance di mettersi alla prova e degli obiettivi seri da raggiungere, facendo venir voglia di continuare e non di trascinarsi nel fare le pulizie solo per passare il tempo.
Carino anche il multiplayer, anche se potenzialmente può diventare molto caotico. Il gioco è godibilissimo anche in singleplayer, ovviamente i tempi si allungano per ogni cosa, però, quanto meno, non devi dar retta agli amici che fanno i cretini e ti fanno perdere tempo. Se chiedete ad Ady quante volte vorrebbe uccidermi con le sue mani per farmi sbrigare, vi risponderà “sì”.

Tecnicismi
La grafica del gioco è molto aggraziata: cartoonesca ma dettagliata, rende l’esperienza piacevolissima alla vista. La personalizzazione del proprio personaggio all’inizio è limitata, ma si possono sbloccare nuovi vestiti, acconciature e quant’altro nel corso delle partite. Molto divertente il goblin vestito da cameriera, soprattutto se si gira e ti parla con voce profonda da Mario. È bello, inoltre, non vedere i soliti asset riciclati che sono stati consumati in altri giochi, ma una freschezza visiva non da poco.
La fisica dello spostamento degli oggetti è fin troppo ben fatta e può causare frustrazione se devi passare in corridoi con angoli o porte strette; ah, stai attento a maneggiare la carne che poi il sangue lo devi pulire tu.
Il reparto sonoro, per quanto poco degno di nota nel campo musicale, è ben gestito per i suoni di gioco: i rumori sono accurati, forse anche troppo dettagliati, e i jumpscare ti fanno saltare per qualità e posizionamento.
Infine, per la mia esperienza personale, il gioco non ha problemi di performance, né ho riscontrato bug particolari o errori clamorosi, cosa ormai non così scontata per un gioco appena uscito. Bravi!

In conclusione
Goblin Cleanup è un simulatore di pulizia “speziato”. Anche se a volte mi ha lasciata un po’ frustrata, per via delle missioni secondarie andate male che mi hanno obbligata a ricominciare, mi ha divertito molto e trovo che sia estremamente godibile da soli ed esilarante in gruppo.
Lo consiglio?
Sì, ma se vuoi un gioco di pazienza non troppo chill. Se ti piacciono combattimenti o azione, difficilmente è il gioco per te, ma se desideri un simulatore che abbia quel pepe che altri non hanno, Goblin Cleanup è una buona soluzione
