
Dimentica il solito gioco di fantasmi: in Ghost Keeper le case non vanno liberate, ma infestate e sei tu a gestire le modalità per farlo. Userai la strategia o ti lascerai andare alla cafonaggine? A te la scelta!
Laurea in Management delle Infestazioni
Dopo tanti giochi passati ad essere inseguiti da gente strana con la schiena spezzata e che maneggia incensi e crocifissi come se fossero bottigliette d’acqua, finalmente è il momento per i fantasmi di ribellarsi e ribaltare la situazione.
Sei il manager del sovrannaturale e sta a te portare il mondo spettrale alla vittoria e alla pace eterna. Dopo aver raccolto le prime anime in pena, puoi finalmente iniziare la tua missione: liberarti degli umani. Ogni fantasma che incontri ha le sue caratteristiche e le sue abilità per aiutarti a raggiungere i vostri obbiettivi e scegli tu quali usare per riuscire a scacciare o uccidere tutti i mortali nell’area, per poterne finalmente entrare in possesso.
Gli umani nei dintorni possono scappare o spaventarsi quanto vogliono, ma la maggior parte di loro sarà disarmato contro di te. Gli unici che possono portare un po’ di scompiglio sono i cacciatori della Confraternita, tizi armati di strumenti che proteggono l’area o farti danno, ma neanche loro sono immuni alla paura o alle ferite, sono solo un po’ più resistenti. Stai solo attento a non esporti troppo, perché troppa visibilità potrebbe ritorcertisi contro.
Raduna tutte le anime che non trovano riposo eterno e ripristina finalmente il silenzio di tomba che vi siete meritati.
Gameplay e tecnicismi
Il gameplay è facile da capire, ma un po’ più complesso da attuare, perché ovviamente devi applicare la strategia giusta: scegli la tua squadra, assegni loro le abilità che servono per la missione, li mandi in loco e fai tutto ciò che devi per vincere.
Le abilità si dividono fra quelle generiche, che puoi assegnare a tutti, e quelle specifiche per il personaggio, che ricalcano le sue caratteristiche. Ogni abilità può incutere terrore, ferire il mortale o attirarlo in una zona per attivare qualche trappola. Scegliendo le abilità giuste è possibile creare una sinergia fra i fantasmi che ti permette di raggiugere gli obbiettivi, primari o secondari, in maniera più semplice. Quando la barra della paura o della vita di ciascuno degli umani raggiunge lo zero, l’area è finalmente tua e puoi godertela.
Non sempre è semplice trovare la strategia giusta al primo colpo, anche perché non tutti gli obbiettivi sono chiari, ma il bello di questo gioco è anche questo.
La grafica è molto carina, con uno stile simpatico e con i fantasmi ben caratterizzati. Personalmente, però, penso che il gioco venga penalizzato da un’interfaccia utente un po’ bruttina: la trovo un po’ caotica, visto che le interazioni con essa sono un po’ macchinose, e ha degli elementi troppo piccoli che non si possono ingrandire neanche con lo slider nelle opzioni. A ciò si aggiungono anche i comandi, che sono un pochino scomodi, soprattutto negli spostamenti della telecamera, e purtroppo non aiutano l’UI. Certo, una volta che ci si abitua non è più problematico, ma sicuramente crea impaccio già dal tutorial, dove gli elementi non sono ancora chiari.

In conclusione
Ghost Keeper mi è piaciuto molto. Ho sofferto un po’ per l’interfaccia e per le spiegazioni delle abilità, che non sempre sono immediate da capire per chi come me spesso tende a leggerle frettolosamente, ma l’esperienza è davvero divertente.
In un mondo di phasmo-like e di mostri che ti inseguono per il puro gusto di farlo, è rinfrescante potersi trovare dall’altra parte: finalmente nei panni del cattivo che meriti di essere, puoi decidere che evento paranormale far avvenire, se ferire o spaventare… Insomma, un’idea che pochi sfruttano, se non in noiosi asimmetrici che vengono abbandonati dopo poco. In più, i fantasmi vengono usati in maniera intelligente, non sono solo un mezzo per fare jumpscare mediocri al giocatore, ma delle pedine da utilizzare con intelligenza per conquistare una casa, liberare un cimitero da molesti viandanti e quant’altro.
Inoltre, il poter creare strategie sempre diverse per raggiungere gli obbiettivi è intrigante e permette anche una certa rigiocabilità, che non è così scontata.
Lo consiglierei?
Sì, ma non se cerchi il brivido: non è un gioco fatto per spaventare, ma per ingegnarsi e divertirsi a scegliere i modi più strani per poter raggiungere l’eterno riposo.
