Benvenuti alla Edwin Murray’s Costume Manor

Sei Arnold, un tecnico sfruttato e sottopagato della Fazbear Entertainment, e dopo solo 36 ore ininterrotte di lavoro ti viene chiesto di lavorare ancora un altro po’: devi andare alla Murray’s Costume Manor, la fabbrica di proprietà dell’appaltatore Edwin Murray, e recuperare dei documenti. Niente di più semplice, no?

No. La fabbrica sembra abbandonata, la porta è chiusa, in giro ci sono un po’ troppi animali di peluche giganti e felici e, onestamente, ti sembra di aver visto quell’elefante muoversi mentre gli passavi vicino.

Quando finalmente raggiungi la stanza della sicurezza, ti vengono date delle ulteriori istruzioni, ma anche un agghiacciante avviso: c’è qualcosa che si aggira per la struttura e non è per nulla amichevole.

Da qui inizia il vero gioco: risolvi il puzzle o trova il codice corretto, apri la porta, scappa dagli animatronic che ti inseguono, ripeti.

Facce nuove e facce vecchie

Il gameplay è molto simile al capitolo precedente, Security Breach: anche FNAF Secret of the Mimic è un gioco stealth, in cui devi scappare dall’animatronic che se ti vede ti insegue e se ti prende ti urla in faccia, riportandoti al checkpoint precedente.

Nel percorso verso i documenti, attraverseremo l’inquietante fabbrica, piena di costumi animaleschi che potrebbero animarsi in qualsiasi momento, creando quell’aria creepy che piace agli amanti della saga. Fra questi personaggi, potremo riconoscerne qualcuno dai giochi passati e incontrarne di nuovi, dando nuove sfumature e twist a tutta la lore.

Non è un mistero che, dall’avvento di Steel Wool Studios, il gioco abbia preso una nuova direzione, aggiungendo dettagli e modificando un po’ quelli che finora erano stati dei pilastri della trama, ma in FNAF Secret of the Mimic si scoprono tanti nuovi dettagli che potrebbero scatenare completamente le fondamenta della storia.

Oltre ai dettagli visivi, infatti, raccogliendo le audiocassette e leggendo le mail si potranno scoprire una pletora di nuovi dettagli, non solo su Murray e la sua famiglia, ma anche sui suoi rapporti con la Fazbear Entertainment e con dei personaggi noti ad essa collegati, magari di colore viola o appassionati di pesca nel lago, chissà.

L’animatronic non è amichevole, ma neanche il gioco

Al di là della corsa ai documenti, sul percorso troveremo diversi puzzle per andare avanti, ma non tutti sono piacevoli da risolvere. I minigiochi, infatti, a volte diventano frustranti, per ripetitività e per comandi non del tutto friendly: il classico gioco del tubo attraverso cui passa un liquido è abbastanza carino, ma la sezione in cui devi creare un percorso mentre i robot di fabbrica martellano, oltre a creare turbamento auditivo, è lungo e tedioso e i comandi rendono il tutto più difficile di quanto già non sia (per non parlare delle varianti da applicare se si vogliono trovare i collectible).

Inoltre, non è sempre molto semplice capire da che parte il gioco si aspetta che tu vada, portandoti a saltare sezioni intere o a girare finché non ci si imbatte per caso in quello che serve, nonostante non sia certo un open world.

Molto carine, invece, le meccaniche di upgrade del livello di sicurezza del proprio scanner per sbloccare le aree successive e dell’inserimento dei collezionabili nel minigioco moon.exe, nonché i metodi per distrarre il nemico con topini a molla o le musichette.

Tecnicismi

La grafica è molto carina, la ricostruzione di una fabbrica anni Settanta è ben fatta e i pupazzi sono carini e inquietanti allo stesso tempo: la cura ai dettagli è impressionante e ci sono richiami a vari altri media di FNAF.

Anche il reparto sonoro è ben curato, i rumori metallici degli animatronic sono accurati e i suoni ambientali creano un’atmosfera creepy e tengono alta la tensione; unica pecca, in alcune stanze si è rotto qualcosa e, spostandosi da una parte all’altra, i suoni vengono ovattati o spariscono senza motivo.

Nel complesso, sarebbe un buon gioco a livello tecnico ma, purtroppo, ci sono alcuni aspetti negativi che non lasciano indifferenti. I comandi non sono molto comodi, soprattutto le interazioni con le leve, e sembrano adatti più a un gioco VR che a quello con mouse e tastiera o controller. La vera nota dolente, però, è il bug degli autosalvataggi: a volte, l’autosalvataggio sembra incepparsi, l’icona gira a lungo senza esito e, se non si è attenti, si rischia di perdere ore e ore di gioco; al momento non sembra esserci una vera e propria soluzione, se non il verificare spesso se tutto si sta salvando come deve.

La mia opinione finale

Personalmente, non amo i giochi con il mostro che ti insegue e in cui devi per forza rimanere in stealth accucciato a fartela sotto dalla paura aspettandoti un jumpscare da ogni pupazzo, ma ho voluto comunque provare questo titolo perché parte della serie Five Nights at Freddy’s.

Dal punto di vista del gameplay di per sé, quindi, in realtà non sono molto soddisfatta, non per demerito del gioco ma per gusti personali; dal punto di vista della trama, invece, sono stata colpita in positivo: temevo sarebbe stata una sorta di scopiazzamento dei libri, pieno di conferme alle teorie e di fan service; è stata, invece, creata una trama originale, che si interseca bene con la storia precedente, crea nuove narrazioni e genererà un sacco di nuove teorie.

Detto ciò, comunque, sono convinta che Steel Wool Studios si sia concentrata un po’ troppo sul raccontare la storia a discapito del gioco nel complesso: nonostante sia assolutamente godibile anche senza avere la mastodontica conoscenza della lore alle spalle, è un gioco breve e senza picchi o twist particolari, con un finale abbastanza prevedibile. Di certo appassionerà i vecchi fan della saga, perché dà risposte e crea nuove croccanti domande, ma è molto lineare, un po’ ripetitivo e ha dei bug fastidiosi che di certo non aiutano. Pecca finale, è il dover rigiocare tutto da capo per sbloccare uno dei finali disponibili, senza neanche avere indicazioni su quali siano i vantaggi del new game plus.

In definitiva, lo consiglio? Sì, ma solo in sconto, penso che il prezzo sia un po’ alto rispetto a quello che offre.

A meno che voi non siate fan veri della saga che tornano SEMPRE, in quel caso certo che dovreste comprarlo, sperando di non farvi passare tutto il vostro tempo a guardare i cartonati nella stanza iniziale per capire se quella è proprio Happy Frog.

Fazbear Entertainment non è responsabile di eventuali danni a cose o persone.