
C’è una regola non scritta nei giochi cooperativi: prima o poi, qualcuno combinerà un disastro. In Fish Stick Protocol quel momento arriva subito e diventa il cuore dell’esperienza.
Maracas Studio trasforma l’imprevedibilità della fisica in una festa surreale dove otto giocatori si scongelano letteralmente dal ghiaccio per tuffarsi in portali interdimensionali instabili.
Ogni missione è un esperimento di sopravvivenza e comicità: raccogliere reperti, evitare esplosioni e tornare vivi più o meno.
Dimenticate il tono cupo dei Lethal Company-like: qui non abbiamo elementi horror, ma tanta energia, casino e un irresistibile senso di gruppo. E se il gruppo fallisce, tanto meglio, perché Fish Stick Protocol è uno di quei rari giochi in cui anche perdere fa ridere.
Esplorazioni folli e pericoli esilaranti
Ogni spedizione si apre con un salto dentro portali che sputano mondi generati proceduralmente, pieni di creature insolite e anomalie bizzarre. Ci si ritrova tra ambienti surreali, colori fuori scala e pericoli che cambiano di continuo, rendendo ogni partita diversa dalla precedente.
Le regole sono semplici: sopravvivere abbastanza a lungo da recuperare i reperti e tornare al portale. Ma in mezzo ci sono ostacoli, malintesi e tanti sassi lanciati.
La parte più riuscita è proprio la fisica: ogni oggetto può essere un’arma o un disastro potenziale, e basta un passo falso per trasformare la missione in una comica catastrofe collettiva. Non c’è mai la sensazione di paura, ma quella di “vediamo quanto dura prima che tutto esploda”.
Il ritmo è veloce, i mondi cambiano di continuo e la varietà visiva è sorprendente: Fish Stick Protocol è uno di quei giochi che non smettono mai di sorprenderti, anche quando ti fanno cadere in un buco interdimensionale.
La villa che chiama casa e guai
Fra una spedizione e l’altra, si ritorna al maniero, l’hub centrale che cresce e si evolve insieme ai progressi della squadra. È qui che si vendono e/o espongono i reperti, si sbloccano nuove sale e macchinari, e si spendono i punti Clout per acquistare oggetti o personalizzazioni estetiche.
La quantità di stanze e strumenti da scoprire è notevole: c’è un negozio per potenziamenti, macchine per vendere o pulire i reperti, docce di pittura per combinare colori e trovare il proprio stile, fino ai piccoli extra che rendono l’hub vivo e irresistibilmente strambo.
Ma la villa non è solo un menu travestito da base: è un vero spazio sociale. Ci si rilassa, si scherza, si sperimenta e si prepara la prossima missione con la stessa leggerezza con cui si combina un pasticcio epocale.
È qui che Fish Stick Protocol trova il suo equilibrio perfetto: un mix tra sandbox colorato e cooperativo caotico, in cui ogni vittoria è collettiva e ogni fallimento lo è di più.

Stile e personalità da vendere
Visivamente, Fish Stick Protocol è una gioia: coloratissimo, pieno di dettagli surreali e personaggi irresistibili, animati da un design che mescola cartoon e sci-fi con un tocco di ironia tutta sua.
Ogni mondo visitato sembra uscito da un sogno delirante, con palette vivaci e creature che oscillano tra il tenero e il grottesco. L’effetto è ipnotico: un’esperienza visiva che non punta al realismo, ma a una fantasia giocosa, dove tutto è possibile e nulla è davvero sotto controllo.
La direzione artistica non è solo estetica: contribuisce al tono leggero e caotico dell’intera esperienza, dando personalità a ogni oggetto e situazione. E con le opzioni di personalizzazione, ogni giocatore può letteralmente dipingere il proprio personaggio fino a diventare una macchia di colore vivente, perfettamente coerente con il mondo che lo circonda.
Divertimento garantito
Ciò che rende Fish Stick Protocol così riuscito è il suo modo di unire il disastro e la strategia senza prendersi mai troppo sul serio. Non è un survival stressante né una parodia del genere: è un co-op pensato per ridere, collaborare e, inevitabilmente, sbagliare insieme.
Ogni run diventa un piccolo aneddoto da raccontare, ogni salvataggio in extremis una scena degna di clip.
In un panorama pieno di cloni horror e imitazioni serie, il titolo di Maracas Studio brilla per identità e leggerezza: un gioco che non ti punisce per i tuoi errori, ma li trasforma nel suo motore principale.
Un’esperienza cooperativa diversa, fresca, e già perfetta per serate tra amici o community online.
