Servi birre, prendi insulti (ma nemmeno troppi)

Finnish Pub Simulator è, a conti fatti, un classico gestionale di pub, che puoi giocare in multiplayer o da solo, servendo birre, pulendo tavoli e ordinando casse di provviste.
Sulla carta sembra il tipico simulatore cialtrone in cui perdere ore a far disastri dietro al bancone, peccato che nella pratica si trasformi presto in un esercizio di pazienza.

La gestione è macchinosa, l’interfaccia poco intuitiva, e anche sbloccando livelli su livelli le tipologie di arredi sono tristemente poche. La ciliegina? Se imposti un prezzo con i 5 centesimi, la cassa ti regala il colpo di genio dell’anno: calcola i resti solo a multipli di 10, mandandoti sistematicamente in perdita. Un sistema economico degno di un baretto sull’orlo del fallimento.

Ah, certo: ci hanno messo un paio di scritte in finlandese e come valuta trovi il markka, perché siamo nel 1990. Ma non illudetevi: è solo un pub generico di Unity mascherato da Finlandia, come se bastasse cambiare moneta e mettere due parole in lingua per trasformare un simulatore qualunque in My Summer Car.
È come se avessero preso un asset standard di pub, ci avessero appiccicato sopra un’etichetta “Finnish” e buonanotte. Manca totalmente quell’anima scassata, quei dettagli sporchi e affascinanti che rendono speciali giochi come My Summer Car o Finnish Cottage Simulator.

Supermarket Together ma senza supermercato

A livello di gameplay, le idee originali sono pari a zero. Anzi, un paio di “idee” sembrano proprio riciclate: tipo la scopa per picchiare i clienti, rubata senza troppi complimenti da Supermarket Together. E per giunta funziona pure male.

Del resto, non che i clienti brillino per intelligenza: a volte non si siedono e restano in piedi, lasciando inspiegabilmente vuoti i tavoli liberi, e hanno pure il coraggio di lamentarsi perché “non c’è spazio”. Roba che ti fa venir voglia di usare la scopa sul serio, ma non per il gameplay.

L’unica trovata appena degna di nota è che, una volta seduti, i clienti possono alzarsi e ordinare di nuovo, quindi il tavolo resta giustamente occupato. Ma stiamo parlando di un dettaglio microscopico in un mare di mediocrità.

Poi arriva il momento surrealista: ti entra nel locale un tizio con la maschera e il machete (ciao Jason, come va la nuova vita in Finlandia?), oppure un tipo vestito da operatore delle backrooms. Ma la cosa buffa è che non cambia assolutamente nulla: tutti restano sereni, pacifici, come se fosse normale scolarsi una birra accanto a un serial killer.
Più che un pub, sembra un casting per un fan film low budget dell’orrore.

Personaggi da analog horror di itch.io

I modelli dei personaggi sono veramente brutti, e non nel senso carino o volutamente trash. Cercano chiaramente di strizzare l’occhio a My Summer Car, ma finiscono per sembrare usciti da qualche analog horror sperimentale sepolto nei meandri più oscuri di itch.io.

Corpi rigidi, facce inespressive, movimenti legnosi che mettono quasi a disagio: più che clienti di un pub, sembrano comparse glitchate di un gioco indie horror da due euro.

Le animazioni? “Meh” è fargli un complimento: i vassoi compenetrano qualsiasi superficie, i clienti poggiano birre sul vuoto con la nonchalance di prestigiatori da circo, e capita spesso di trovarli piantati in mezzo alla sala, immobili come statue, ad aspettare, chissà cosa, con lo sguardo fisso nel nulla.

Musica e audio? Un’occasione sprecata

C’è un jukebox, sì, ma le musiche sono così generiche che le atmosfere finlandesi rimangono un miraggio. Non c’è quella sensazione di trovarsi in un vero pub del Nord Europa, né tantomeno la vibrazione un po’ trash e folkloristica che ci si aspetterebbe.

E i voice-over in finlandese? Di una qualità audio così bassa che fanno sembrare i dialoghi di una VHS pirata degli anni ’90 quasi professionali. Per un gioco che si chiama Finnish Pub Simulator, puntare almeno su un sonoro convincente sarebbe stato il minimo sindacale.
Invece ci si ritrova con una colonna sonora da playlist generica e voci registrate nel microfono di un portatile del 2005.

Un vero peccato, perché era proprio questo il comparto che poteva dare un po’ di anima al locale, invece si limita a far da sottofondo, senza carattere né identità.

Momenti memorabili (Indovinate? Non ce ne sono)

Ho provato il gioco per circa un’ora, con tutta la buona volontà di trovare almeno un momento assurdo da poter raccontare, qualcosa di talmente strano o rotto da farmi ridere.

Ma niente.

Nessuna scenetta fuori di testa, nessuna sfida che valga la pena affrontare, nemmeno quel bug così ridicolo da salvare la serata con una clip da mostrare agli amici. Solo una lunga distesa di noia, in cui l’unica vera emozione è stata cliccare sul pulsante “richiedi rimborso” su Steam.

Consigliato a chi:

  • Boh. Forse a chi colleziona simulatori di dubbio gusto per hobby.

Sconsigliato a chi:

  • Cerca un gestionale ben fatto, con un minimo di sfida o personalità.
  • Sperava di respirare quell’atmosfera finlandese scassata alla My Summer Car.
  • Vuole qualcosa che non sembri destinato a scomparire tra le centinaia di early access mai terminate.

Morale della favola? Perkele!

Pubblicato in early access il 10 marzo 2025 e aggiornato l’ultima volta il 14 maggio (con l’ambizioso intento, parole loro, di “rendere il gioco più finlandese”), Finnish Pub Simulator sembra già destinato a finire dritto nel grande cimitero delle early access di Steam, quel luogo buio dove riposano centinaia di progetti mai completati.

Spero davvero di essere smentito, perché l’idea, per quanto semplice, poteva avere il suo perché. Ma allo stato attuale, è un titolo da evitare senza troppi ripensamenti, nonostante il prezzo ridicolo a cui viene proposto.

Perché sì, “un euro” in meno speso qui, è un euro guadagnato per un gioco che valga la pena raccontare.