Rimontala e riparti

Il gioco propone due modalità: Storia e Infinita, entrambe disponibili anche in multiplayer. Nella prima dovrai affrontare un viaggio di 50 km verso l’ignoto (con finale multiplo), nella seconda… beh, ti metti alla guida e vai. Dove? Non importa. Perché? Nemmeno.

All’inizio ti ritrovi con una macchina a pezzi, mentre giri intorno al garage domandandoti: “Ehi, ma quello è un faro? Ah no, è un sasso.” Sta a te rimontarla pezzo per pezzo, facendo attenzione a benzina, olio, acqua e anche ai bisogni fisiologici del tuo personaggio. Fame, sete e pipì. Hai fatto la pipì? Guarda che poi non ci fermiamo.

La guida: più Mad Max che Gran Turismo

Guidare non è proprio un piacere. Il sistema è volutamente (o forse no?) instabile: la macchina sbanderà, saltellerà, si ribalterà. E no, non è un bug. O forse sì.

Le ruote si consumano, il motore s’infiamma appena vedi una salita e la sensazione generale è quella di guidare una cassa di plastica sopra una tavola da stiro. Fortunatamente, puoi modificare l’esperienza e regolare alcune variabili. Ma resta il fatto che la guida è centrale, e andrebbe rifinita parecchio.

Il mondo: bello da vedere, vuoto da vivere

Al momento, l’unico bioma disponibile è un deserto post-apocalittico. Rocce, cactus, edifici abbandonati e nient’altro. Ci sono dei POI (punti d’interesse) dove trovare cibo, armi, medikit e pezzi di ricambio. A volte anche auto abbandonate da restaurare o da… cannibalizzare.

Il mondo è generato proceduralmente, con ciclo giorno/notte e meteo dinamico. Ed è qui che il gioco brilla: la pioggia e la neve sono gestite in modo eccellente, creando effetti visivi realistici e appaganti (tipo la neve che si scioglie e bagna l’asfalto). Peccato che dopo 30 km cactus e sassi comincino a sembrarti compagni di viaggio. Urge varietà.

Nemici? Più fastidiosi che spaventosi

Ci sono gli zombie. Originale, vero? Peccato che l’IA sia talmente scarsa da renderli più che altro disturbi ambientali. Non rilasciano loot, non rappresentano una vera minaccia e sembrano inseriti solo per ricordarti che qualcosa, là fuori, è andato storto.

Multiplayer: caos condiviso

La possibilità di affrontare l’avventura in compagnia è allettante… almeno finché non arriva il bug. E fidati: arriva.

Il multiplayer è ancora instabile. Problemi di desync, lag e performance aumentano proporzionalmente ai chilometri percorsi. Più vai lontano, più il gioco si rompe. Le auto possono iniziare a saltellare come capre epilettiche, fino a lanciarsi in aria e disintegrare ogni pezzo al loro interno. Ricaricare il salvataggio è quasi un rituale.

Eppure, nonostante tutto, è divertente. Ti trovi con gli amici a cercare disperatamente l’ultimo pezzo mancante per finire una macchina e BAM: salto nel vuoto, pezzi ovunque, game over emotivo. Ma che risate.

Musica & suoni: pollo di gomma incluso

La miglior traccia del gioco è quella del menu. Sul serio, ci passeresti ore. Durante il viaggio puoi ascoltare la radio dell’auto, che alterna consigli di sopravvivenza a tracce musicali. Personalmente, ho preferito spegnere tutto e ascoltare un podcast con gli amici: l’atmosfera lo permette.

Gli effetti sonori fanno il loro dovere, ma spiccano solo in situazioni assurde, tipo quando attacchi un pollo di gomma allo scarico. Un’opzione più profonda per la radio sarebbe stata la ciliegina.

Storie dall’asfalto: quella volta che…

In una sessione particolarmente “avventurosa”, eravamo a 3 pezzi dalla macchina perfetta. Dopo 80 km di fatica e raccolta… succede. Il veicolo impazzisce, salta per aria e disperde tutti i componenti nel deserto. Sessione distrutta, amicizia messa alla prova, risata amara. Altro che finale multiplo.

Consigliato a chi:

  • Ha amato The Long Drive e vuole qualcosa di più moderno e visivamente curato.
  • Cerca un’esperienza di guida on the road da condividere con amici (e con molta pazienza).
  • Vuole rilassarsi con un gioco dove il viaggio conta più della meta… anche se a volte finisce nel cielo.

Sconsigliato a chi:

  • Non tollera bug, crash e fisica impazzita.
  • Non ha amici disposti a sopportare km di deserto e pezzi volanti.
  • Cerca una sfida concreta o un mondo denso.

Il mio pensiero finale

Drive Beyond Horizons è un progetto interessante, ma ancora acerbo. Visivamente piacevole, concettualmente intrigante, tecnicamente disastroso. È uno di quei giochi che promette molto, ma al momento mantiene poco. Forse è il titolo giusto per voi, ma solo se lo trovate in forte sconto. Perché poi arriva un bug, la macchina vola, e ti ritrovi lì, seduto sul nulla, a rimettere in discussione alcune scelte fondamentali della tua vita.