I gossip e i segreti di Hollywood intrigano tutti, anche i detective, è inutile nasconderlo. Pertanto, quando vieni contattato per una morta ad alto profilo, ti fiondi a indagare come se la tua carriera dipendesse da questo. Questo è Confidential Killings: omicidi che saziano la tua curiosità morbosa ma che devi risolvere nella maggior discrezione possibile.

Una serie non televisiva

Sei al buio del tuo studio quando ti arriva una telefonata della polizia: c’è stato un incidente stradale e un ragazzo è rimasto ucciso schiantandosi contro un guardrail. Stai per riattaccare con sgarbo, quando vieni informato che sei stato richiesto tramite una chiamata dall’alto, con cui Qualcuno (che non è Dio) chiede indagini approfondite ma discrete. Dopo aver raccolto tutti gli indizi necessari, nonché un sacco di informazioni inutili, finalmente hai ciò che ti serve per dedurre ciò che è successo.

Tutto a posto, pensi, se non fosse che dopo un po’ vieni chiamato per un nuovo caso di morte sospetta, avvenuta ad un festino. E dopo qualche tempo c’è un altro decesso accidentale a teatro. Ciò che ti insospettisce è il fatto che i personaggi cominciano a sembrarti sempre più famigliari: sulle scene incontri sempre gli stessi attori, musicisti, produttori, sceneggiatori, cantanti. Inoltre, sembrano esserci anche due tipologie di oggetti che non mancano mai: delle bustine di una strana droga chiamata Gaze e delle lettere firmate K.

Tramite le indagini, puoi mettere ciascun pezzo del puzzle al suo posto, scoprendo una trama intricata e interessante, che mette in mostra quanto di marcio c’è dietro le facciate scintillanti delle vite di queste star e mostrando come a volte i soldi e gli interessi personali superino il buon senso e l’onestà.

Gameplay e tecnicismi

Il gameplay è quello basilare di un classico punta e clicca: trova gli oggetti con cui interagire, usa le porte per cambiare scena, osserva gli ambienti, trova le prove leggendo tutti i testi. È proprio sui testi, infatti, che si basa tutto il gioco: non ci sono oggetti da raccogliere o dialoghi veri e propri da sostenere, ma si devono solamente cliccare le parole sottolineate per usarle poi nelle ricostruzioni dei fatti.

La grafica è molto semplice, un disegno realistico con pochi colori tenui e non molto accentuati, curato e affascinante nella sua “linearità”, che si adatta bene al tono cupo e noir che il gioco vuole evocare. Il reparto sonoro, invece, è un po’ invadente: la musica di sottofondo, anche a livello di volume più basso, è comunque un po’ forte e non mi ha entusiasmato molto.

Nel complesso, comunque, è un gioco che funziona bene ed è nel complesso godibile.

In conclusione

Sono una grande fan dei giochi investigativi e dei punta e clicca, e Confidential Killings mi è abbastanza piaciuto. Questo, però, non mi impedisce di trovare dei difetti che hanno un po’ influenzato la mia valutazione complessiva del gioco.

Il mio primo “problema” è quello delle sottolineature, che credo siano una semplificazione eccessiva del gameplay: avrei preferito dover ricavare io nel testo che cosa cliccare per usarlo poi nelle deduzioni, senza questo suggerimento lampante. Inoltre, la sottolineatura distrae dai contenuti dei testi: è importante leggere tutto perché ci sono informazioni sparse ma, dovendo spesso cliccare su queste parole specifiche, si cade nell’errore di scorrere velocemente il tutto, dando accidentalmente per scontato che le uniche parti interessanti siano quelle intorno a ciò che è stato evidenziato.

Il secondo “problema” è stata la gestione dell’interfaccia. Il non avere a disposizione il blocco note fisso nella pagina né un fascicolo di raccolta delle prove è stato fonte per me di stress: il dover continuamente scorrere fra le scene, cliccare tutti per ricordare chi avesse la prova che mi serve, poi fare continuamente cambia e scambia fra i post it e il testo per appuntarsi le cose e i nomi, il non poter mettere niente in evidenza fisso sullo schermo… Tutte queste problematiche sembrano piccole ma, quando le informazioni sono tante, rendono il tutto un po’ pesante da gestire e si tende a perdere pezzi… che devi ricostruire scorrendo fra le scene, cliccando su tutti, cambiando e scambiando posti it e testo… Angosciante.

Detto questo, comunque, i “problemi” sono virgolettati perché sono, chiaramente, piccolezze nel complesso del gioco e non vanno a rovinare completamente l’esperienza. Alla fine, le modalità di “deduzione” sono ben riuscite, complesse ma non eccessivamente se si presta attenzione. Inoltre, mi piacciono le investigazioni tranquille, senza pewpew, senza il tempo che scade e le mosse limitate; per di più, la storia è stata intrigante, i personaggi interessanti e il twist finale ha dato un senso a tutto. Senza spoiler, il mondo dei “vip” a volte è proprio strano e oscuro e il passato non si può mai cancellare del tutto.

Lo consiglio?

Sì, se vi piacciono i giochi in cui si legge molto. Fate attenzione, però: avrete bisogno di memoria e, soprattutto, di tanta, tanta pazienza.